Ecologia – Nuove normative Europee favoriscono la produzione basata sui polimeri compostabili in lamina e pellicola al fine di ridurre lo spreco alimentare e limitare l’uso della plastica.
Questo cambiamento tramite l’utilizzo di prodotti alternativi da integrare nella filiera produttiva nel prossimo futuro è finalizzato a migliorare la capacità di stoccaggio con confezioni alternative, riciclabili, compostabili, eco-sostenibili e non inquinanti.
L’imballaggio sostenibile annullerebbe la presenza di rifiuti dannosi facendo risparmiare sui materiali. Secondo l’Europarlamento questa funzione Smart di inserimento e trasporto nella produzione ridurrebbe le emissioni di CO2 fino al 45%, arrivando inoltre ad aumentare l’efficienza delle aziende coinvolte di circa il 30%.
Questo tipo di tecnologia, basata prevalentemente su polimeri in grado di interagire con i batteri responsabili della decomposizione, negli ultimi vent’anni è riuscita a svilupparsi tanto da rappresentare una valida alternativa per quanto riguarda la diminuzione dell’impatto ambientale. Delle circa 11 milioni di tonnellate annue di plastica non riciclabile prodotte nel mondo, almeno il 60% è rappresentato da prodotti costituiti da materiali composti di pellicola o lamiera.
Secondo Daphna Nissembaum e Tal Neuman, fondatori della TIPA, azienda pionieristica nella produttrice di packaging sostenibile dal 2010: “Sono poco più di 5 le tonnellate di plastica che vengono rilasciate ogni anno negli oceani del mondo […] uno de principali problemi è che questo materiale non è trasformabile né davvero riutilizzabile, mentre viene costantemente proposto e accumulato senza possibilità di smaltimento”.
Partendo da una serie di dati osservazionali empirici, i due imprenditori hanno concluso che fosse necessario trovare una soluzione coerente per l’imballaggio sostenibile, atta ad arginare una futura crisi ambientale.
Studiando la decomposizione di scarti quali bucce di banana e arancia a contatto col terreno, l’azienda è riuscita a produrre una pellicola biodegradabile con prestazioni di resistenza e conservazione simili alla plastica, in grado di compostarsi nel terreno quando smaltita.
L’adesione verso un modello di economia circolare rappresenta un passaggio necessario nell’evoluzione dei paesi occidentali. Europa e Inghilterra hanno già aggiornando le rispettive legislazioni sui piani per la sostenibilità.
L’obiettivo attualmente concordato è quello di raggiungere un “modello di produzione e consumo basato su condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo di materiali e prodotti esistenti”, come approvato durante la lettura del Testo per la Risoluzione della Nuova Economia nel 2021.
Per quanto riguarda la Sicilia, l’attuale regolamento regionale promuove la transizione green & digital all’interno della realtà imprenditoriale dell’Isola. L’attenzione viene posta in modo privilegiato nel campo agro-alimentare dove vengono auspicati maggiori risultati per quelle aziende “cosiddette Smart Specialization, ovvero circa 1/5 delle imprese industriali regionali che hanno registrato una crescente estensione fino al 2019”.
Questo impegno è stato nuovamente confermato nel Bilancio di Sostenibilità del 2022, dove si evidenzia l’intento di garantire una costante evoluzione sul fronte del packaging eco-sostenibile e a basso impatto ambientale.
Al momento (ottobre 2022) sono 39 le aziende attivamente coinvolte in progetti di transizione presenti sul territorio nazionale, prevalentemente formate da manager e personale under 35, che si rivela la categoria trainante di questa corrente.