Candidare immediatamente lo stabilimento Pfizer di Catania come progetto strategico europeo, sfruttando gli strumenti previsti dal Critical Medicines Act, e garantire nel frattempo una fase transitoria di almeno 12 mesi per tutelare la produzione e i lavoratori.
È la proposta avanzata dall’eurodeputato siciliano Ruggero Razza, coordinatore del gruppo Ecr nella commissione per la Salute pubblica del Parlamento europeo, mentre resta alta l’attenzione sul futuro industriale e occupazionale del sito etneo.
Alla posizione di Razza si aggiunge quella della Fialc Cisal, che condivide la necessità di accedere ai finanziamenti europei ma invita Governo, istituzioni e azienda a guardare oltre la produzione farmaceutica tradizionale. Per il sindacato, il futuro dello stabilimento passa dalla sua trasformazione in un polo dedicato anche al biotech.
Secondo l’eurodeputato, il sito catanese dovrebbe essere candidato nell’ambito della nuova disciplina europea dedicata ai medicinali critici, poiché produce farmaci considerati essenziali per i sistemi sanitari.
Tra questi ci sono il Tazocin, antibiotico utilizzato negli ospedali, e il Methotrexate in siringhe preriempite, impiegato nel trattamento di diverse patologie croniche.
“Il sito Pfizer di Catania deve essere subito candidato come progetto strategico europeo nell’ambito del Critical Medicines Act”, dichiara Razza, secondo il quale la presenza di queste produzioni consentirebbe di attivare gli strumenti di tutela e rafforzamento della capacità industriale previsti dal nuovo quadro europeo.
L’eurodeputato ha inoltre ringraziato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per avere preso in carico il tavolo di crisi relativo allo stabilimento.
Razza sottolinea come il Critical Medicines Act non rappresenti soltanto un indirizzo politico, ma metta a disposizione strumenti operativi per gli impianti che producono medicinali critici o i relativi principi attivi.
La designazione come progetto strategico consentirebbe, secondo quanto evidenziato dall’europarlamentare, di ottenere procedure autorizzative più rapide, tempi amministrativi definiti e un maggiore coordinamento tra istituzioni nazionali ed europee.
Il sito potrebbe inoltre accedere con priorità a programmi e fondi comunitari destinati agli investimenti, all’ammodernamento tecnologico e alla riconversione produttiva, tra cui EU4Health, Horizon Europe, InvestEU e i fondi di coesione.
Un altro strumento indicato riguarda la possibilità per gli Stati membri di concedere aiuti pubblici attraverso procedure semplificate, con l’obiettivo di impedire la perdita di capacità produttiva europea nei settori considerati essenziali.
Il nuovo quadro normativo, secondo Razza, potrebbe incidere anche sul mercato dei medicinali. Nelle procedure di acquisto pubblico non dovrebbe essere valutato soltanto il prezzo, ma anche la sicurezza delle forniture, la resilienza delle catene produttive e la localizzazione degli impianti all’interno dell’Unione europea.
Questo meccanismo potrebbe creare una domanda più stabile per stabilimenti come quello di Catania, riducendo la dipendenza da produzioni localizzate fuori dall’Europa.
Razza richiama inoltre gli strumenti di monitoraggio e intervento previsti nei casi in cui si profili il rischio di un’interruzione della produzione di medicinali strategici.
“È esattamente il quadro normativo pensato per situazioni come quella attuale”, sostiene l’eurodeputato.
Razza ricorda di avere segnalato da almeno due anni le difficoltà del sito etneo e la volontà della multinazionale di ridimensionare o lasciare lo stabilimento, nonostante gli investimenti realizzati negli anni.
La decisione dell’azienda sarebbe legata alla contrazione del mercato e alle perdite registrate da alcune linee produttive, ma sarebbe maturata prima dell’introduzione del nuovo quadro europeo.
Per l’eurodeputato, la candidatura come progetto strategico potrebbe cambiare lo scenario, mettendo a disposizione risorse e strumenti capaci di assicurare una prospettiva industriale al sito.
Razza chiede pertanto a Pfizer di collaborare con le istituzioni e di non accelerare i tempi della dismissione.
“Non si mette sul mercato un sito chiuso e con i lavoratori licenziati. L’azienda si faccia aiutare dalle istituzioni, ma garantisca una fase tampone di 12 mesi”, afferma.
L’appello di Razza viene accolto positivamente dalla Fialc Cisal, che invita però a intervenire anche sulle cause industriali della crisi.
“Razza indica una strada giusta, ma c’è un punto che rischia di essere sottovalutato”, dichiara Giuseppe La Mendola, segretario nazionale della Fialc Cisal.
Secondo il sindacato, i finanziamenti europei non sarebbero sufficienti senza una nuova strategia produttiva. Il sito di Catania sarebbe infatti ancora concentrato su farmaci maturi, caratterizzati da margini economici inferiori rispetto ai prodotti innovativi.
Pfizer, dopo la pandemia, avrebbe invece indirizzato una parte crescente dei propri investimenti verso la ricerca e i medicinali biotecnologici, considerati centrali per lo sviluppo futuro del gruppo.
La Fialc Cisal chiede quindi al Governo e alle istituzioni di esercitare una pressione concreta sulla multinazionale affinché lo stabilimento etneo assuma la fisionomia di un polo strategico per la produzione biotecnologica.
“La produzione di antibiotici sterili iniettabili resta importante e va mantenuta, attraverso tecnologie che ne migliorino l’efficienza e la sostenibilità economica, ma deve essere affiancata dalla produzione biotecnologica”, afferma La Mendola.
Per il sindacato, soltanto l’inserimento del sito nella nuova strategia globale del gruppo potrebbe consentire a Catania di rimanere nel network industriale di Pfizer, preservare gli attuali livelli occupazionali e creare nuove opportunità di lavoro qualificato.