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04.08.2026

Taormina, confiscati beni per quasi 700mila euro a un avvocato condannato per peculato e corruzione

di Redazione | 2 min di lettura

La Guardia di Finanza esegue il provvedimento definitivo: sequestrati tre immobili, uno dei quali adibito a B&B. L'ex legale del Comune si era appropriato di oltre 924mila euro destinati al servizio idrico

Taormina, confiscati beni per quasi 700mila euro a un avvocato condannato per peculato e corruzione
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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un provvedimento definitivo di confisca nei confronti di un avvocato, già incaricato dal Comune di Taormina del recupero dei crediti relativi al servizio idrico, condannato in via definitiva per peculato e corruzione.

L’ordine di confisca, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali, riguarda tre immobili per un valore complessivo superiore a 485mila euro.

La condanna per peculato e corruzione

Secondo quanto accertato nei procedimenti giudiziari, il professionista, che ha ricoperto l’incarico tra il 1993 e il 2018, è stato condannato a quattro anni di reclusione per essersi appropriato di somme riscosse per conto del Comune e mai versate nelle casse dell’ente.

La sentenza ha disposto la confisca fino alla concorrenza di oltre 775mila euro, quale profitto del reato di peculato, e di oltre 25 mila euro quale utilità corrisposta a un pubblico ufficiale nell’ambito del reato di corruzione.

Oltre 924mila euro sottratti alle casse comunali

Le indagini hanno ricostruito che l’avvocato si sarebbe appropriato di oltre 924mila euro, ricevuti nell’esercizio dell’incarico di riscossione delle somme dovute dagli utenti morosi del servizio idrico.

Tra le condotte contestate figurano anche l’emissione di false fatture per prestazioni professionali mai eseguite e la mancata consegna al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme incassate.

Il ruolo del funzionario comunale

L’attività illecita sarebbe stata favorita dalla collaborazione di un funzionario comunale con incarichi apicali che, secondo le sentenze, in cambio di denaro e altre utilità avrebbe omesso i controlli sull’attività di riscossione e versamento delle somme.

Lo stesso funzionario avrebbe inoltre indirizzato gli utenti morosi a rivolgersi direttamente all’avvocato per evitare il distacco della fornitura idrica.

Confisca definitiva dopo tre gradi di giudizio

La condanna pronunciata dal Tribunale di Messina nel 2020 è stata confermata dalla Corte d’Appello nel 2021 e resa definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2023.

In esecuzione del provvedimento definitivo, è stata disposta la confisca dei tre immobili, già sottoposti a sequestro preventivo nel 2019, per un valore di circa 486mila euro, oltre a 210mila euro già acquisiti dall’Erario dai conti correnti riconducibili al condannato.

Uno degli immobili trasformato in B&B

Gli accertamenti patrimoniali eseguiti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina hanno consentito di stimare il valore dei beni facendo riferimento alle attuali quotazioni di mercato e alle inserzioni pubblicate sulle piattaforme di prenotazione online, dalle quali è emerso che uno degli immobili era destinato ad attività di Bed&Breakfast.

L’operazione ha consentito allo Stato di acquisire beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di quasi 700mila euro.

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