Un giovane in carcere, l'altro in comunità
Si sarebbero introdotti di notte all’interno di un’abitazione e, una volta scoperti, avrebbero aggredito un uomo di 61 anni e il figlio 17enne, colpendoli con alcuni fendenti. Per l’episodio, avvenuto a Milazzo lo scorso 2 maggio, i Carabinieri hanno eseguito due misure cautelari nei confronti di due giovani oggi 18enni, uno dei quali era ancora minorenne all’epoca dei fatti.
I due sono ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di tentato omicidio, violazione di domicilio e porto di oggetti atti ad offendere.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Milazzo, i due giovani si sarebbero introdotti durante la notte nell’abitazione delle vittime, dove sarebbero stati scoperti dagli occupanti.
A quel punto sarebbe scoppiata una colluttazione. Ad avere la peggio sarebbero stati il 61enne e il figlio, raggiunti da alcuni fendenti e rimasti feriti con un’arma da taglio.
Uno dei due indagati risulta inoltre già gravato da precedenti di polizia in materia di stupefacenti.
Le indagini dei Carabinieri si sono concentrate soprattutto sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Determinante anche la comparazione delle tracce biologiche repertate sul luogo dell’aggressione, elementi che, secondo gli investigatori, avrebbero consentito di risalire all’identità dei presunti autori.
Gli accertamenti hanno inoltre portato gli inquirenti a ipotizzare un possibile movente legato a questioni connesse all’acquisto di sostanze stupefacenti.
Alla luce degli elementi raccolti, della gravità dell’episodio e del ritenuto pericolo di reiterazione del reato, la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta da Giuseppe Verzera, ha chiesto l’applicazione di misure cautelari.
I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Messina, tenuto conto del fatto che uno degli indagati era minorenne all’epoca dell’aggressione.
Per uno dei due è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per l’altro il collocamento in comunità.
Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari. I due giovani sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna e le rispettive responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.