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07.11.2018

Nascondeva sotto il terreno calcestruzzo e rifiuti edili: intera area sottoposta a sequestro

di Redazione
Nascondeva sotto il terreno calcestruzzo e rifiuti edili: intera area sottoposta a sequestro

TERME VIGLIATORE – Nella mattinata odierna, i carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta dal Procuratore Capo dottore Emanuele Crescenti, in un terreno di Terme Vigliatore nei pressi dell’alveo del torrente Patrì, utilizzato per lo sversamento illecito di rifiuti dal titolare di una ditta edile.

Il provvedimento origina dalle indagini svolte, tra agosto e settembre del 2018, dai militari dell’Arma di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno riscontrato come il titolare di una ditta edile di Terme Vigliatore, per almeno un anno, abbia scaricato rifiuti, consistenti in materiali edili di risulta e inerti, all’interno di una gigantesca fossa presente in un terreno di sua proprietà, adiacente l’alveo del torrente Patrì.

Dalle indagini è emerso che il titolare della ditta, anche per il tramite di terze persone, ha sversato, ciclicamente, in questo terreno, un ingente quantitativo di rifiuti e, per occultare questa attività illecita, ha utilizzato un escavatore, stabilmente lasciato sul luogo, per sotterrare i rifiuti ed eludere così gli eventuali controlli.

Nel corso delle attività di perquisizione odierne, svolte con l’ausilio dei carabinieri di Catania, del personale dell’A.R.P.A. di Messina e con la presenza del consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, attraverso un attività di scavi sono stati ritrovati nel terreno dei rifiuti e sono stati portati alla luce i materiali edili di risulta, gli inerti e il calcestruzzo sversati.

Inoltre gli accertamenti documentali hanno evidenziato che il terreno dove è stata realizzata la discarica, risulta in comproprietà tra l’imprenditore edile ed un altro soggetto del luogo, anche lui destinatario del decreto di perquisizione.

L’intera area è stata sottoposta a sequestro penale come disposto dal sostituto Procuratore della Repubblica, dottore Matteo De Micheli, che ha coordinato le indagini.

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