Sotto la lente degli inquirenti un possibile nesso causale tra il collasso della struttura e alcuni lavori che erano in corso all'interno dello stabile
Ci sono tre indagati nell’ambito delle indagini sul tragico crollo della palazzina avvenuto nel pomeriggio dello scorso 30 luglio nella zona sud di Messina, nel quartiere Pistunia.
L’inchiesta, delegata ai carabinieri del comando provinciale di Messina con il supporto del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) dell’ASP e dei Vigili del Fuoco, punta a ricostruire l’esatta dinamica del cedimento. Sotto la lente degli inquirenti, in particolare, la verifica di un possibile nesso causale tra il collasso della struttura e alcuni lavori che erano in corso all’interno dello stabile.
Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. Per i tre indagati è già scattato l’invito a comparire davanti al Pubblico Ministero per l’interrogatorio, fissato all’inizio della prossima settimana.
Nel frattempo, a Pistunina, la macchina dei soccorsi non si ferma. Sotto le macerie sono rimaste intrappolate almeno sei persone: tre prive di vita, per gli altri tre dispersi proseguono incessantemente le operazioni di ricerca, condotte dai Vigili del Fuoco con l’ausilio dei militari dell’Arma.
Sul fronte giudiziario e della messa in sicurezza, nell’immediatezza della tragedia l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro di due aree. I sigilli sono scattati sia per l’area di via Giorgio la Pira 31, dove sorgeva l’edificio crollato, sia per il “Parcheggio rosso dello Stadio Comunale San Filippo“. Quest’ultima area, individuata tramite un’ordinanza contingibile e urgente firmata dal Sindaco di Messina il 31 luglio, è stata destinata allo stoccaggio temporaneo delle macerie prelevate dal cratere.