MESSINA – Una truffa da 1,3 milioni di euro con decreti falsi volti a favorire una cerchia ristretta di dipendenti a prescindere dal loro contributo effettivo per la realizzazione o meno di alcuni progetti, spesso non portati al termine ed esistenti solo sulla carta.
È questo il frutto dell’operazione Tekno, che vede coinvolte 57 persone e che rappresenta l’epilogo di un’altra serie di indagini, culminate nel novembre del 2014, e che portarono all’arresto di 8 persone.
Con la Tekno, quindi, si aggiungono alla lista di nomi altre 12 persone. A sei di queste è stata disposta la sospensione per sei mesi dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio. Si tratta di:
Nei confronti di altri sei, invece, è stato disposto il sequestro preventivo di rapporti bancari, beni immobili e mobili per un valore complessivo di 1 milione di euro:
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Nello specifico, nelle varie qualità di funzionari e dipendenti del CAS nonché di incaricati di pubblico servizio, si sono appropriati di ingenti somme di denaro pubblico, distraendole dalle finalità pubbliche a cui erano destinate, sottoscrivendo e formando decreti di liquidazione di incentivi progettuali affetti da falsità ideologica, con i quali – a fronte della mancata esistenza di un elaborato progettuale o di altra documentazione che giustificasse l’emanazione del decreto stesso o, comunque, a fronte del mancato svolgimento, da parte del partecipanti, di una effettiva attività lavorativa giustificante la liquidazione dell’incentivo – hanno indebitamente “sottratto”, nel biennio 2012/2013, complessivamente circa 1,3 milioni di euro dalle casse del citato consorzio.