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30.06.2026

“È entrato per ucciderlo”: la verità sulla morte di Raffaele Stipa, ucciso dentro al proprio locale

di Redazione | 2 min di lettura

L'assassino, Andrea Pellati, è adesso accusato di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate, con le possibili aggravanti di premeditazione e futili motivi

“È entrato per ucciderlo”: la verità sulla morte di Raffaele Stipa, ucciso dentro al proprio locale
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È entrato per ucciderlo“, sono queste le parole usate dal procuratore capo Calogero Gaetano Paci, relativamente all’omicidio di Reggio Emilia ai danni del pizzaiolo 67enne, originario di Capo d’Orlando, Raffaele Stipa. L’uomo, infatti, è stato ucciso a coltellate nella serata di ieri, all’interno del locale “Yoghi” che gestiva da 28 anni.

Le dinamiche dietro l’omicidio, dimessa con 20 giorni di prognosi la sorella della vittima

A venir coinvolta nella violenza anche Antonella, la sorella del pizzaiolo, che durante l’aggressione ha tentato di difendere il fratello con un bastone, uscendone con diversi tagli sul fianco e sulle braccia. La donna, sotto shock per la morte di Raffaele, è stata dimessa con una prognosi di 20 giorni.

Quanto al killer, invece, è stato identificato il 42enne reggiano Andrea Pellati, che alle 22 di ieri sera è entrato nella pizzeria facendo irruzione dietro al bancone con un coltello.

L’uomo presenta un passato di precedenti per droga, noto inoltre per essersi sempre rifiutato di pagare la pizza. Ad oggi Pellati dovrà rispondere alle accuse di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate.

Il procedimento legale in corso

Al vaglio della titolare del fascicolo d’inchiesta a Reggio Emilia, la pm Maria Rita Pantani, vi è poi l’ipotesi relativa alle aggravati di premeditazione e dei futili motivi.

Nello specifico, a chiarire quest’ultimo punto, è il procuratore capo Calogero Gaetano Paci, che in conferenza stampa ha specificato che “Il presunto movente è partito in realtà da mezzogiorno di ieri“.

Secondo quanto ricostruito, infatti, “un amico dell’aggressore era andato a mezzogiorno a chiedere tre pizze senza pagare, ma c’è stato il diniego della sorella visto che avevano altri debiti per pizze non pagate di entità esigua. Da questo momento non sappiamo cosa sia maturato nella mente dell’indagato. Ma da ciò che abbiamo ricostruito dalle telecamere interne del locale, l’uomo è entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima“.

Il ricordo di Raffaele Stipa

Stamattina l’ingresso della pizzeria è stato popolato da una processione di persone, raccolte per ricordare Stipa. Tra i presenti anche una signora del quartiere, che ha deciso di ricordare l’uomo raccontando:

Era una bravissima persona. Noi della zona venivamo tutti qui a mangiare una pizza. Aveva una gentilezza che andava oltre. Mi dispiace tantissimo, è morto dove aveva dedicato la vita. Raffaele era arrivato trent’anni fa a Reggio Emilia e gestiva la pizzeria Yoghi da oltre vent’anni insieme alla sorella”.

Ad esprimersi sulla faccenda, infine, anche il partito politico della Lega, che aveva iniziato una polemica sulla presunta nazionalità straniera dell’aggressore, poi smentita dalle stesse autorità.

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