Un concorso va male e si toglie la vita. Protagonista di questa triste storia è Luigi Vecchione, un ingegnere di 43 anni di Alatri, in provincia di Frosinone, che mercoledì scorso si è suicidato. L’uomo si sarebbe sparato un colpo di pistola dopo essere stato bocciato a un concorso come tecnico amministrativo di laboratorio all’università La Sapienza di Roma.
A ritrovare il suo corpo senza vita vicino a un camino della loro seconda casa è stato il padre nel tardo pomeriggio. Vicino al suo corpo riverso a terra, c’erano tutti gli appunti attraverso i quali aveva lavorato e un biglietto con scritto: “Mamma, papà, scusatemi. Mi hanno trattato come un mafioso. Portate tutto all’avvocato Testa”.
Il suo avvocato Angelo Testa ha affermato come la vicenda del concorso, tenutosi nel 2016 e vinto secondo lui da gente raccomandata, lo aveva segnato profondamente e come già da tempo era in difficoltà psicologiche.
Adesso la Procura della Repubblica di Frosinone ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio, con un fascicolo contro ignoti, e i magistrati hanno disposto l’autopsia.
Fonte immagine Repubblica.it