Un affare da 24 miliardi di euro, un altro “virus“ che si espande, ma che non ha nulla a che fare con la scienza, i ristoranti i più colpiti. Il virus della mafia approfitta del Coronavirus per espandere i propri domini su tutta Italia e riaffermare il proprio potere criminale. Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra non hanno perso tempo a vedere nella pandemia e nella fase 2 una “ghiotta” possibilità di guadagno.
Un guadagno che, ovviamente, frutterà grazie allo sfruttamento della povera gente, disperata per le difficoltà economiche conseguenti all’emergenza Coronavirus. In particolar modo, secondo una denuncia della Coldiretti sulla base del rapporto Agromafie in riferimento al report dell’Organismo di Monitoraggio delle infiltrazioni criminali sull’emergenza Covid – 19, i ristoranti e ristoratori sarebbero la categoria più colpita. Infatti, sembrerebbe che la malavita organizzata sia riuscita a controllare ben 5mila locali della ristorazione in tutta Italia.
La mafia che sfrutta le difficoltà della gente non è di certo una novità dell’ultima ora. Ha sempre agito così, ma con l’emergenza Covid la criminalità organizzata può rivivere una sorta di “seconda giovinezza“. Lo dimostra il maxi blitz effettuato a Palermo, quest’oggi, dalla Guardia di Finanza, con sequestri pari a 15 milioni di euro e un ex broker in fallimento coinvolto come prestanome.
D’altronde, secondo la Coldiretti, le difficoltà economiche della ristorazione rappresentano un “terreno fertile” per reinvestire denaro sporco. Inoltre, dal produttore (agricoltura) al consumatore (ristoranti), il volume d’affari della criminalità organizzata in questo campo sarebbe salito a poco più di 24 miliardi di euro, secondo la stima della Coldiretti.
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