“Abbattere l’Iva sulle mascherine portando l’aliquota dall’attuale 22% al 4%”, a chiederlo il Codacons, che in tal senso ha presentato oggi “una formale diffida al Ministero della salute”.
Francesco Tanasi, Segretario Nazionale, spiega: “Dell’abbassamento dell’Iva sulle mascherine oramai non c’è più traccia, nonostante le promesse del Governo, e la misura sembra sempre più un miraggio. Tuttavia è possibile abbattere fin da subito l’imposta che grava sui Dpi ricorrendo a provvedimenti urgenti da parte del Ministero della salute, competente per materia”.
“I dispositivi medici sono disciplinati dal D. Lgs. 46/1997 che definisce dispositivo medico ogni apparecchio, sostanza, strumento ovvero ogni altro prodotto che sia utilizzato a scopo di diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia – afferma l’associazione nella diffida – quanto all’Iva applicabile a tali dispositivi, occorre far riferimento al DPR n. 633/1972, recante ‘Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto”.
“La Tabella A allegata al DPR n. 633/1972, prevede tra gli articoli sottoposti all’Iva al 4% ‘apparecchi di ortopedia (comprese le cinture medico-chirurgiche), oggetti ed apparecchi per fratture (docce, stecche e simili), oggetti ed apparecchi di protesi dentaria, oculistica ed altre, apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità”, prosegue.
“Le mascherine chirurgiche, in considerazione dell’attuale momento storico, – conclude Tanasi – rivestono senza ombra di dubbio la qualità di apparecchi da portare sulla persona per prevenire il contagio e dunque, ai sensi della normativa vigente, devono essere commercializzate con Iva al 4%. Per tale motivo abbiamo diffidato oggi il Ministero della Salute ad emanare apposita circolare interpretativa della legge che stabilisca l’applicabilità immediata dell’Iva agevolata al 4% alle mascherine vendute in Italia”.