Un migrante, un uomo di origine gambiana, è morto la scorsa notte a causa di un terribile incendio scoppiato nella baraccopoli di San Ferdinando a Gioia Tauro, provincia di Reggio Calabria, a pochi passi da un noto porto locale.
La zona, considerata da molti altamente pericolosa e in condizioni di degrado, da anni è il domicilio di decine e decine di immigrati che trovano lavoro nei campi come raccoglitori stagionali di arance, spesso in cambio di salari bassissimi.
Secondo una prima ricostruzione fornita dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, il rogo sarebbe scaturito da un braciere acceso in uno delle baracche della tendopoli per combattere il freddo delle ore notturne.
Non sarebbe ancora nota l’identità della vittima,morta carbonizzata mentre dormiva.
Sembra che questo non sia il primo caso di incendio mortale a San Ferdinando: lo scorso gennaio a perdere la vita in seguito a un terribile rogo era stata una giovane nigeriana di 26 anni.
Questa nuova tragedia avrebbe riacceso i dibattiti sulla sicurezza pubblica e le pessime condizioni di vita dei migranti che lavorano nei campi o nelle aree industriali delle città.
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