Nonostante la tanto attesa fase 2 abbia già avuto inizio da qualche giorno, si dovrà attendere la prossima settimana per avere dei dati concreti relativi all’andamento dei contagi durante il processo di parziale riapertura. A spiegarlo è stato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro.
Partendo dai dati registrati saranno poi prese ulteriori decisioni riguardo l’andamento della fase 2. Intanto Brusaferro rassicura affermando che il contagio va decrescendo e si va verso un numero più basso in tutte le regioni, Lombardia inclusa.
Inoltre il tasso di contagiosità, il Ro, si riconferma al disotto del valore di 1, tra 0,5 e 0,7, e il comitato tecnico scientifico lavora costantemente per cercare di stabilire delle regole riguardo alcune forme di partecipazione a numero ridotto ad eventi al chiuso e messe, fissando fasce orarie di ingresso e norme per evitare assembramenti consistenti.
È inoltre stato registrato dal 20 febbraio al 31 marzo il 39% di decessi in più “dei quali poco più della metà sono attribuibili a Covid diagnosticato“. L’incidenza del virus su questo dato si nota particolarmente nei soggetti di età avanzata: su 2400 deceduti la maggioranza è perita principalmente a causa del Coronavirus e solamente il 12% per cause che si sono sovrapposte. L’epidemiologo Giovanni Rezza aggiunge poi che sono stati 6.395 i casi di Covid-19 diagnosticati negli stranieri, pari al 5% dei casi complessivi diagnosticati nel nostro Paese.
Brusaferro non dimentica poi di mettere in guardia, visto che l’obiettivo attuale è quello di imparare a convivere con il virus rispettando le regole e le norme in vigore
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