Dati incoraggianti, quelli diffusi quotidianamente dalla Protezione Civile, che sembrerebbero promettere bene sull’andamento futuro. Tuttavia qualcuno pare avere dei dubbi sulla veridicità di quanto riportato dal bollettino nazionale.
In particolare, l’Inps non ci vede chiaro sui numeri giornalieri tanto che, attraverso un’analisi condotta dallo stesso, è emerso che ci sarebbero delle irregolarità nella quantificazione dei morti.
Tale indice è condizionato fortemente dalla modalità di classificazione delle cause dei decessi e dalla modalità con cui viene effettuato il tampone.
Ma a dare ragione alla tesi dell’Inps ci sono i numeri: “Dall’1 gennaio al 28 febbraio si è registrato un numero di decessi inferiore di 10.148 rispetto ai 124.662 attesi. Il periodo dall’1 marzo al 30 aprile invece registra un aumento di 46.909 decessi rispetto ai 109.520 attesi. Il numero di morti dichiarate come contagi nello stesso periodo è stato di 27.938”.
Lo stesso Inps chiede infine chiarezza sulla situazione: “Quali sono i motivi di un ulteriore aumento di decessi pari a 18.971, di cui 18.412 tutti al Nord?”.
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