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04.05.2020

Coronavirus nelle carceri, liberati 8mila detenuti. Ardita: “Il virus lì dentro non è un pericolo”

di Redazione
Coronavirus nelle carceri, liberati 8mila detenuti. Ardita: “Il virus lì dentro non è un pericolo”

Tutto è nato da una sottovalutazione del pericolo e da un equivoco, dalla possibilità di considerare il Covid-19 come più pericoloso in carcere piuttosto che all’esterno“, queste le prime parole sul binomio Coronavirus-Carceri spese da parte di Sebastiano Ardita, presidente della Prima commissione del Csm, ed ex capo del Dap.

Luogo delle dichiarazioni una video intervista da parte dell’associazione “Memoria e Futuro”, che avrebbe analizzato con l’uomo le cause che avrebbero portato alla scarcerazione di 8mila detenuti negli ultimi mesi.

Secondo Ardita, sembrerebbe che la riapertura delle celle sia poco differenziata e non rispetti i livelli di pericolosità dei soggetti scarcerati.

Cruciale una domanda sul rischio del detenuto rispetto al Coronavirus, motivazione che ha portato negli scorsi mesi a svariate proteste: “Un forte indizio ci porta a pensare che nelle carceri il virus si sia diffuso per la metà rispetto all’esterno”.

“Ci sono stati riferiti 138 casi in carcere, a fronte di oltre 100mila della popolazione nazionale – conclude -. Inoltre ci sono stati zero casi di morte per Coronavirus connessi a un contagio in carcere, 28mila tra le persone libere: il rapporto tra detenzione e la maggior circolazione del virus sembrerebbe gravemente smentito, ma su questo presupposto sono uscite circa 8mila persone dal carcere.

Immagine di repertorio

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