È allarme cozze contaminate in Italia. L’elenco italiano del sistema di allerta inviata dal ministero della Salute italiano del 5 dicembre comprende una segnalazione di pericolo per la presenza di alto numero di “Diarroica Shellfish Poisoning” (DSP) acido okadaico, superiore ai limiti consentiti, in cozze allevate in mare.
Nello specifico, su ordine dell’autorità italiana e spagnola, è stato disposto il ritiro dal mercato dei prodotti contaminati dopo un controllo effettuato sul mercato. Il consumo dei molluschi Bivalvi è considerato uno dei principali responsabili di trasmissione all’uomo di diverse malattie d’origine batterica e virale, ovvero intossicazioni da Biotossine algali, anche a causa della diffusa abitudine di consumarli poco cotti o addirittura crudi.
Il problema legato alla presenza delle tossine algali nei molluschi sta assumendo grossa rilevanza dal punto di vista igienico-sanitario. Ciò è dovuto, molto probabilmente, al flusso commerciale internazionale dei molluschi che vengono posti in zone di stabulazione, oppure veicolati dal traffico navale, o dall’acqua di zavorra trasportata dalle navi.
Progressivamente, nel mare Adriatico, si è assistito alla proliferazione di un’alga (Dinophysis sp) produttrice della tossina Dsp, fenomeno che ha reso necessario impostare una continua vigilanza sanitaria. Attualmente il problema delle alghe tossiche marine è in continua crescita: sia per l’aumentare del numero delle specie riconosciute come dannose, sia per i fenomeni di fioritura algale, presumibilmente legati all’eutrofizzazione delle aree costiere.
Le Dinophysis sono responsabili della produzione di tossine del gruppo dell’acido okadaico. Le alghe marine sono così minuscole: 50 di esse affiancano solo la larghezza di un singolo capello, che possono sembrare innocue. Ma quando miliardi di cellule tossiche si uniscono, possono avvelenare gli umani, uccidere la vita marina e danneggiare economicamente le comunità costiere.
Le perdite economiche attribuite a questo fenomeno nel corso dell’ultimo decennio sono state stimate a oltre un miliardo di dollari. Per tali ovvie ragioni, il Sistema di allerta RASFF, invita tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale.
Il rischio è che i mitili interessati dal richiamo possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza. La dinofisi è un serio problema di salute, poiché produce neurotossine e tossine gastrointestinali che possono provocare intossicazione da parassiti paralitici e diarritici negli esseri umani.
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