Dalla diagnosi dei guasti alla manutenzione degli endpoint, l’assistenza IT da remoto sta cambiando il modo in cui le imprese affrontano i problemi tecnici e le interruzioni operative
Fino a qualche anno fa, molti problemi informatici comportavano una conseguenza quasi automatica: aspettare l’arrivo di un tecnico. Oggi non sempre è necessaria questa attesa. L’assistenza tecnica a distanza consente infatti di intervenire direttamente sui dispositivi collegandosi da remoto, e quindi senza che il professionista debba recarsi fisicamente davanti al dispositivo. Questo cambiamento può sembrare poco significativo, ma in determinati contesti incide direttamente sulla continuità operativa.
Cosa può fare realmente un tecnico da remoto? Ovviamente non può agire in tutti i casi in assoluto, ma nella gran parte dei casi sì. L’accesso da remoto permette di individuare le cause del malfunzionamento e, quando possibile, di risolvere il problema senza raggiungere fisicamente la sede dell’azienda.
Oggi come oggi, grazie ai costanti progressi della tecnologia, questa tipologia di servizio non consiste soltanto nel “vedere” lo schermo di un altro computer: le piattaforme di assistenza più evolute permettono ai tecnici di effettuare operazioni di diagnostica, intervenire sulle configurazioni, trasferire file, controllare diversi dispositivi e, in alcuni casi, automatizzare attività di manutenzione.
Questa evoluzione è particolarmente importante negli ambienti di lavoro divisi in più sedi (es. filiali in città diverse) e/o con dipendenti in smart working. In questo scenario, infatti, il modello di assistenza basato esclusivamente sulla presenza fisica del tecnico diventa poco efficiente. Come spiegato sul blog di NinjaOne, i migliori software di accesso remoto permettono invece di intervenire direttamente sull’endpoint interessato, indipendentemente dalla distanza geografica.
Queste tecnologie di assistenza sono utili alle grandi aziende ma non solo. Oggi come oggi anche una piccola impresa con pochi dipendenti può prediligere l’assistenza da remoto ed eliminare la necessità di avere una figura IT interna. Questo tipo di assistenza è una soluzione particolarmente interessante anche per studi professionali, negozi con sistemi gestionali, agenzie e attività che dipendono quotidianamente da applicazioni cloud o software specifici.
Il beneficio più evidente dell’assistenza da remoto è dunque la riduzione del cosiddetto downtime, cioè il periodo durante il quale un sistema o un dispositivo non è pienamente operativo. Questo non significa che ogni guasto possa essere risolto in pochi minuti. Un problema o un errore all’hardware, per esempio, può richiedere comunque la sostituzione fisica di un componente. Tuttavia, per una parte significativa delle anomalie software e delle difficoltà di configurazione, il tecnico può iniziare la diagnosi quasi immediatamente.
La soluzione di accesso remoto può altresì diventare uno strumento di prevenzione, non soltanto di emergenza. I tecnici abilitati possono infatti occuparsi di monitorare periodicamente gli endpoint, di verificare lo stato dei sistemi, di intervenire sugli aggiornamenti e di applicare patch di sicurezza quando necessario. In altre parole, l’assistenza informatica da remoto permette di affrontare alcuni problemi prima che si trasformino in un’interruzione del lavoro aziendale.
Concludendo, possiamo affermare che l’evoluzione dell’assistenza tecnica a distanza racconta che il supporto IT sta passando da un modello basato sulla riparazione a uno orientato alla continuità operativa. Si utilizzano infatti dei sistemi di assistenza che offrono una visibilità sempre più ampia sui sistemi, utili per intervenire persino prima che un’anomalia diventi un fermo aziendale. Per le aziende questo significa continuità e una gestione delle risorse tecniche più efficiente. L’assistenza informatica a distanza, quindi, sta cambiando il concetto stesso di intervento tecnico, da risposta a un’emergenza a una componente stabile della strategia di continuità aziendale.