Cerca nel sito

14.11.2017

Corruzione elettorale, Tamajo sceglie il silenzio: scena di muta davanti ai pm

di Redazione | 1 min di lettura
Corruzione elettorale, Tamajo sceglie il silenzio: scena di muta davanti ai pm

PALERMO – Continuano a crescere i dubbi sull’elezione di Edy Tamajo, che si è confermato deputato all’Assemblea regionale siciliana come candidato più votato nella città metropolitana di Palermo con 13.984 voti.

Il neo deputato, tuttavia, è stato accusato in questi giorni di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Al fine di verificare la veridicità dell’accusa, Tamajo è stato invitato a comparire in procura per un interrogatorio, nel corso del quale, però, ha deciso di non rispondere ai pubblici ministeri. Ciò che gli verrebbe contestato sarebbe la compravendita di alcuni voti nel quartiere palermitano di Ballarò, in cambio di 25 euro a persona.

Dopo aver “scavalcato” i giornalisti che gli ponevano delle domande prima dell’ingresso in tribunale, avvenuto intorno alle 12, il parlamentare è entrato nell’ufficio del procuratore aggiunto Sergio Demontis e, all’uscita, ha dichiarato che. nonostante preferisse rispondere, ha seguito la scelta dei suoi avvocati, vale a dire rimanere in silenzio. A difenderlo vi sono i legali Nino Caleca e Giovanni Castronovo.

Tamajo si è difeso dalle accuse utilizzando il proprio profilo Facebook, postando uno stato: “Posso affermare, senza timore di smentita di non aver mai comprato un solo consenso, ma di aver costruito la mia carriera politica sull’attività quotidiana a favore della gente e della collettività”.

Nell’indagine sono coinvolti anche i suoi collaboratori, Giuseppe Montesano e Christian e Nicolina D’Alia. Il deputato si è presentato alle elezioni sostenuto dalla lista Sicilia Futura, che, a sua volta, appoggiava la candidatura a presidente della Regione di Fabrizio Micari.

 

16:29