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17.09.2025

Giornata mondiale del paziente, l’allarme di Codacons: “Sanità al collasso, milioni di malati senza cure”

di Redazione | 1 min di lettura
Giornata mondiale del paziente, l’allarme di Codacons: “Sanità al collasso, milioni di malati senza cure”
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ITALIA – In occasione della Giornata mondiale del paziente, il Codacons e il Codacons Medici lanciano un appello urgente alle istituzioni: rimettere davvero al centro il diritto alla salute, oggi negato a troppi cittadini.

“Ogni giorno – dichiara il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – migliaia di italiani sono costretti a rinunciare a cure e visite specialistiche, soffocati da liste d’attesa interminabili o da costi ormai insostenibili.

È inaccettabile che la salute, diritto fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione, si trasformi in un lusso per pochi. Servono investimenti seri nella sanità pubblica, più personale, più risorse sul territorio e un piano nazionale che metta finalmente i pazienti al centro, senza differenze tra Nord e Sud”.

Rizzo: “Difendere i pazienti significa anche difendere i medici”

Un concetto ribadito dal presidente del Codacons Medici, Nino Rizzo, che pone l’accento sulle condizioni di lavoro del personale sanitario.

“Non si può parlare di tutela dei malati – afferma – se non si mette nelle condizioni giuste chi li cura.

I medici lavorano da anni in trincea, tra carenze di organico, strutture inadeguate e livelli di stress insostenibili. Difendere i pazienti significa anche difendere i medici: senza professionisti valorizzati e tutelati non esiste una sanità capace di rispondere ai bisogni dei cittadini”.

Una ricorrenza che deve trasformarsi in impegno

Il Codacons e il Codacons Medici ribadiscono che la Giornata mondiale del paziente non deve ridursi a una celebrazione simbolica.

Deve piuttosto diventare l’occasione per un impegno concreto: ridurre le disuguaglianze, abbattere le liste d’attesa, rafforzare la sanità pubblica e restituire dignità e certezze a milioni di cittadini che oggi si sentono abbandonati.

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