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26.06.2026

Dall’invidia dell’ex socio alle fiamme: 3 arresti per l’incendio in un pub di Palermo

di Redazione | 1 min di lettura

Svolta nelle indagini sul rogo al pub "Farmacia Alcolica"

Dall’invidia dell’ex socio alle fiamme: 3 arresti per l’incendio in un pub di Palermo
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Volgono al termine le indagini sull’incendio doloso che, il 19 agosto 2024, ha interessato “Farmacia Alcolica“, un noto pub di Palermo in zona Kalsa: sono scattate le manette per 3 palermitani di 34, 48, e 61 anni. Per i primi due si aprono le porte del carcere. Epilogo meno amaro per il più anziano, per il quale sono stati disposti gli obblighi di dimora e di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Guai anche per un 52enne – accusato di ricettazione insieme al 34enne – in relazione a un altro reato emerso dalle indagini.

Le indagini sull’incendio doloso in un pub di Palermo

Nello specifico, il 34enne dovrà rispondere del reato di incendio, estorsione e ricettazione, il 48enne di incendio, il 52enne di ricettazione e il 61enne di incendio

Pe le indagini sono risultati determinanti i sistemi di videosorveglianza e altri strumenti tecnologici, consentendo di effettuare uno screening decisivo sui sospettati e di mappare il percorso compiuto, la notte dell’incendio, dagli indagati.

L’invidia verso il socio e la vendetta

Per quanto riguarda l’incendio del pub, gli investigatori ritengono che il “mandante” e istigatore dell’atto incendiario sia il 61enne –  ex socio dell’attività commerciale – mosso dalla frustrata aspettativa di rientrare nell’oneroso investimento iniziale.

La ritorsione si sarebbe concretizzata attraverso la commissione di un incendio, delegata al 34enne. Quest’ultimo, a sua volta, si sarebbe avvalso dell’aiuto del 48enne, autore materiale dell’incendio.

Il cavallo di ritorno per un’auto rubata

Dalle indagini sono emerse responsabilità del 34enne anche in relazione ad altro fatto reato. Nello specifico, avrebbe attuato il cosiddetto “cavallo di ritorno” ai danni di una cittadini palemitana. A quest’ultima era stata rubata l’auto, restituita solo dopo il pagamento di una somma estorsiva.

Ad aver “acquistato” – o comunque ricevuto – la vettura erano il 34enne e il 52enne, motivo per cui dovranno rispondere del reato di ricettazione.

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