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07.07.2025

Citati a giudizio l’ex vescovo di Trapani e la Diocesi: danno erariale da oltre 400mila euro

di Redazione | 1 min di lettura
Citati a giudizio l’ex vescovo di Trapani e la Diocesi: danno erariale da oltre 400mila euro
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TRAPANI – L’ex vescovo di Trapani, Francesco Miccichè, e la diocesi trapanese dovranno comparire davanti alla Corte dei conti della Sicilia per un presunto danno erariale da 403mila euro ai danni del ministero dell’Economia e delle Finanze.

La data dell’udienza è stata fissata al 17 dicembre prossimo dalla presidente della sezione giurisdizionale, Anna Luisa Carra.

I fondi dell’8 per mille e il processo penale

La vicenda nasce dal procedimento penale in cui l’ex prelato era finito sotto accusa per peculato, con l’ipotesi di aver dirottato fondi dell’8 per mille – destinati a scopi istituzionali della diocesi – su un conto corrente intestato alla curia, ma da lui gestito in modo autonomo e senza rendicontazione.

In quell’occasione, il tribunale lo aveva assolto per alcuni capi d’imputazione, mentre altri erano caduti in prescrizione. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e 6 mesi.

L’azione della Corte dei conti: “Uso doloso e distorto dei fondi”

Nonostante la conclusione del processo penale, l’ex vescovo e la diocesi devono ora affrontare il giudizio contabile, avviato per accertare l’eventuale danno arrecato allo Stato. Secondo quanto riportato nell’atto di citazione, l’ex presule avrebbe deviato i fondi da finalità pubbliche previste dalla legge, per scopi personali e familiari.

L’impiego delle somme derivanti dall’otto per mille – si legge nell’atto – deve rispettare gli obiettivi stabiliti dal legislatore. Qualunque altro uso è in contrasto con le disposizioni normative e, nel caso specifico, l’operato dell’ex vescovo appare dolosamente orientato a sottrarre risorse alle finalità istituzionali per appropriarsene”.

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