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01.07.2026

Rinviata a giudizio l’ex portavoce del presidente dell’Ars Sabrina De Capitani: a processo anche Cannariato, Amato e Alessi

di Redazione | 1 min di lettura

Il processo inizierà il 2 novembre

Rinviata a giudizio l’ex portavoce del presidente dell’Ars Sabrina De Capitani: a processo anche Cannariato, Amato e Alessi
Indice

Il gup di Palermo ha rinviato a giudizio per corruzione l’ex portavoce del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato, ex rappresentante in Sicilia della Fondazione Bellisario e della Fondazione Dragotto, Marianna Amato, ex dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana e il manager Alessandro Alessi.

L’accusa per corruzione

I sopra citati nomi sono tutti coinvolti nell’indagine sull’uso illegale dei fondi dell’Ars, imputati al processo che inizierà il 2 novembre.

Secondo l’accusa Galvagno, sotto processo col rito ordinario, avrebbe fatto inserire nella legge di Bilancio del 2024 un contributo di 98mila euro in favore della Fondazione Tommaso Dragotto, destinato allo svolgimento dell’evento “Un Magico Natale” edizione 2024. In cambio, avrebbe ottenuto un incarico di consulenza legale da parte della A&C Broker s.r.l. (società legalmente rappresentata dalla Cannariato) per la cugina Martina Galvagno, la nomina di Franco Ricci, compagno della De Capitani nel c.d.a. di Sicily By Car s.p.a. (società della famiglia della Cannariato), e un incarico per Marianna Amato, da parte della Fondazione Tommaso Dragotto, per l’organizzazione “La Sicilia per le donne”.

Secondo la Procura di Palermo dietro il patto illecito ci sarebbero incarichi retribuiti ad Alessandro Alessi, Marianna Amato e la stessa De Capitani per l’edizione 2023 di Un Magico Natale. Ad Alessi la Fondazione Tommaso Dragotto avrebbe dato l’incarico dell’organizzazione dell’evento con l’accordo che l’imprenditore avrebbe restituito almeno 20mila alla Cannariato e fatto avere altre somme ad Amato e De Capitani. Alessi, definito nella richiesta dei pm “intermediario e facilitatore“, avrebbe dato un “contributo necessario agli accordi corruttivi” mentre Amato sarebbe stata “istigatrice ed intermediaria

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