MESSINA – “Il Ponte sullo Stretto non risolverà nessuno dei problemi del Mezzogiorno; al contrario, rischia di peggiorarli distruggendo una ricchezza già esistente: l’economia che ruota attorno al porto di Gioia Tauro, l’hub più strategico del Mediterraneo“, afferma il segretario confederale della Cgil, Gino Giove.
Secondo la Cgil, i danni sarebbero enormi e si sommerebbero al costo senza fondo di un’opera priva di progetto esecutivo, utile soltanto ad alimentare la propaganda politica del ministro Salvini.
Proprio per queste ragioni, sabato prossimo la Cgil sarà in piazza a Messina per la manifestazione nazionale “No Ponte”.
Dall’analisi della Cgil nazionale emerge un quadro allarmante:
La costruzione del ponte comporterebbe una perdita stimata di 20.000–30.000 container a settimana, che non potrebbero più attraversare lo Stretto. Le navi, chiarisce la Cgil, non circumnavigherebbero la Sicilia per raggiungere Gioia Tauro: il porto perderebbe quindi il suo ruolo strategico.
Oltre al danno economico, la Cgil avverte che, anche se improbabile, la realizzazione del ponte provocherebbe la graduale scomparsa del servizio di traghettamento, con la perdita di circa 2.500 posti di lavoro.
Infine, Giove ricorda che i 14 miliardi stimati per l’opera non sono credibili: è ormai evidente che la spesa supererà i 20 miliardi.