Marino: "Serve un’alleanza educativa forte tra istituzioni, famiglie e scuola, ma servono anche strumenti concreti di prevenzione, supporto psicologico, educazione al rispetto delle regole e tutela reale"
Studente undicenne tenta di accoltellare davanti a tutta la classe un docente, riprendendo e trasmettendo in diretta la scena su un gruppo Telegram. È quanto successo all’interno dell’istituto comprensivo “Lombardo Radice – Fermi“, scuola media situata a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani.
L’accaduto impone una riflessione profonda sul tema del clima presente all’interno delle scuole italiane e sulle condizioni degli adolescenti e dei professori che interagiscono con loro.
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire un docente nelle ore di lezione davanti ai compagni.
L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, per poi passare all’azione riprendendo la scena con il cellulare e trasmettendo una diretta video su un gruppo Telegram.
Il ragazzo è stato bloccato prima di riuscire a ferire il docente, il quale successivamente ha ricevuto le cure necessarie per poi essere dimesso dai soccorritori senza alcuna complicazione.
Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e verificando anche l’eventuale premeditazione del gesto.
L’avvenimento ha provocato un forte shock all’interno della comunità scolastica e nel territorio di San Vito Lo Capo, riportando l’attenzione sul clima presente all’interno degli ambienti scolastici.
Il segretario territoriale della UIL Scuola Trapani, Fulvio Marino, commenta l’avvenimento: “Quanto accaduto questa mattina nella scuola di primo grado di San Vito Lo Capo è un episodio gravissimo che lascia sgomenti e che impone una riflessione profonda sul clima educativo e sociale che sempre più spesso circonda le nostre scuole. Al professore coinvolto va la nostra piena solidarietà umana e professionale, insieme alla vicinanza a tutta la comunità scolastica, agli studenti, al personale e alle famiglie profondamente scossi da quanto accaduto.
Non si può continuare – prosegue Marino – a considerare questi episodi come semplici fatti isolati. La crescente aggressività nei confronti del personale scolastico rappresenta un’emergenza educativa e sociale che richiede interventi immediati e strutturali. La scuola non può essere lasciata sola. Serve un’alleanza educativa forte tra istituzioni, famiglie e scuola, ma servono anche strumenti concreti di prevenzione, supporto psicologico, educazione al rispetto delle regole e tutela reale per chi ogni giorno lavora nelle aule.
I docenti – conclude il segretario UIL Scuola Trapani – svolgono una funzione fondamentale per la crescita civile delle nuove generazioni e devono poter operare in condizioni di sicurezza, serenità e rispetto. Non possiamo accettare che chi educa diventi bersaglio di violenza dentro i luoghi deputati alla formazione e alla convivenza civile”.