La conferenza è organizzata annualmente con l’obiettivo di raccogliere riflessioni e contributi di ricercatori impegnati in più settori per definire spunti di ricerca e analisi, metodologie e soluzioni.
L’incontro “Fesr Sicilia: dati, territori e politiche di coesione”, tenutosi oggi a Catania su iniziativa della Regione Siciliana, in collaborazione con l’ufficio territoriale Area sud di Istat, ha visto protagonista il tema dei dati come base di conoscenza verificabile per la programmazione delle risorse pubbliche e la valutazione dell’incidenza su territori e sviluppo locale.
La sessione ha avuto luogo nel dipartimento di Economia e impresa dell’Università, nel corso della 62esima riunione scientifica della Società italiana di economia, demografia e statistica (Sieds).
Ad essere intervenuto durante l’incontro, il presidente della Regione Renato Schifani, che dichiara: “La statistica pubblica è unostrumento essenziale per supportare e orientare al meglio le decisioni, leggere i bisogni dei territori e valutare con rigore l’efficacia delle politiche pubbliche. Su tale bisogno si inserisce il Protocollo d’intesa sottoscritto tra la Regione e l’Istat, che ha prodotto risultati concreti”.
“L’estensione della collaborazione sino al 2028, decisa lo scorso anno, conferma la volontà dell’amministrazione regionale e dell’Istat di dare continuità a un percorso che ha dimostrato pienamente la propria utilità istituzionale e operativa. Per esempio, con un contributo analitico sull’impatto del ciclone Harry, consentendoci di presentare a Bruxelles una solida richiesta di supporto attraverso il Fondo di solidarietà europea per le calamità, la cui decisione è attesa in questi giorni”.
L’istituto nazionale di statistica, che quest’anno celebra il suo centesimo anniversario, è legato alla Regione da un protocollo d’intesa nel cui ambito realizza rapporti su dati territoriali di tipo economico, produttivo e demografico. Tra questi, i 29 report statistici sulle aree delle coalizioni di comuni siciliani destinatarie delle politiche territoriali portate avanti con risorse del Pr Fesr Sicilia 2021-27, programma in fase di realizzazione che conta già un migliaio di progetti selezionati e procedure attivate per 4,4 miliardi di euro. Un breve spazio è stato riservato anche al programma regionale Fesr 2014-20, concluso con una spesa massima di 3,7 miliardi di euro certificati e 6.584 progetti finanziati.
Ad aver introdotto i lavori, Vincenzo Falgares, direttore del dipartimento Programmazione della presidenza della Regione mentre, ad aver dato i saluti istituzionali, il presidente di Istat, Francesco Maria Chelli. Sono inoltre intervenuti due esperti del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Regione, Domenico Spampinato e Pietro Colonna, con approfondimenti sull’impatto del Fesr nel sistema economico siciliano e sul rapporto tra la politica di coesione e il rafforzamento della resilienza del territorio.
Per l’ufficio territoriale Area sud di Istat, hanno preso la parola Antonella Bianchino ed Elisabetta Lipocelli, con un’analisi multidimensionale che l’Istituto ha realizzato sui comuni siciliani colpiti dal ciclone Harry. Ha moderato i lavori il presidente della Sieds, Salvatore Strozza.
La conferenza è organizzata annualmente con l’obiettivo di raccogliere riflessioni e contributi di ricercatori impegnati in più settori per definire spunti di ricerca e analisi, metodologie e soluzioni.