"Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita"
“Oggi più che mai gli insegnamenti del beato Pino Puglisi tracciano davanti ai nostri occhi un chiaro percorso di legalità“. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel 33esimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, a Palermo, da parte della mafia.
“Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita. Solo in questo modo possiamo evitare che si rivolgano alle false lusinghe della criminalità organizzata.
In un periodo in cui assistiamo alla recrudescenza di episodi violenti, il martirio di don Puglisi e il suo impegno, fatto di coraggio e concrete azioni quotidiane, rappresentano una guida per tutti noi, inclusi i nostri giovani che oggi iniziano l’anno scolastico. Un valore, quello dell’educazione, in cui il parroco di Brancaccio credeva fermamente”.
“Ricordare Padre Pino Puglisi, a Palermo, non significa soltanto tornare con la memoria a quella sera del 15 settembre 1993. Significa chiederci, ogni anno, che cosa stiamo facendo perché il suo esempio continui a produrre cambiamento. Padre Puglisi aveva capito che la mafia si combatte anche sottraendole terreno, costruendo opportunità là dove ci sono povertà, solitudine e abbandono. E aveva scelto di farlo partendo dai bambini e dall’educazione”. Ad affermarlo è il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
Per questo, nel giorno del suo anniversario, ha un significato particolare l’aver avviato i lavori dell’asilo nido ‘I Piccoli di Padre Puglisi’, a Brancaccio. Un’opera attesa, che oggi diventa realtà e che rappresenta molto più di un nuovo servizio per il quartiere. Un asilo dedicato a Puglisi significa affermare concretamente che il futuro di Brancaccio comincia dai suoi bambini, dal diritto a crescere con opportunità, servizi e istituzioni presenti ogni giorno. La mafia aveva cercato di spegnere la voce di Padre Puglisi. Noi abbiamo il dovere di farla vivere non soltanto nelle cerimonie, ma nelle scelte concrete. E un cantiere che apre, proprio a Brancaccio, proprio per i bambini, è una di queste scelte”.