Se doveva essere il campionato che tutti si aspettavano (o speravano) decisamente non siamo sulla retta via. Raccontavamo, nel precedente articolo, pubblicato nella medesima rubrica, dell’imprevedibilità e parimenti intinseca “bellezza” tipica dei risultati a sorpresa nel mondo del calcio, ed ecco che, con la puntualità di una pioggia di fine agosto, ti ritrovi sconfitto in casa contro la…Scafatese…e ancora oggi, a distanza di tre giorni, è complicato anche scriverlo non fosse altro che continua a fare male, tanto male. Massimo rispetto per una avversario che ha dato il meglio di sé per una vittoria… inopinata? In parte sì, in parte no, ed è sul quel “no” che mister Longo dovrà tanto lavorare, ma tantissimo, perché di cose inguardabili in campo ne abbiamo viste troppe, un overflow di errori che ha traboccato sotto diversi aspetti. Scarsa capacità di reazione, tenuta fisica da gara precampionato, legami tra i reparti sfilacciati come un vestito logoro, difesa da gita scolastica, cattiveria da Madre Teresa di Calcutta, ma potremmo benissimo racchiudete il tutto in una battuta: un ectoplasma come personalità a cui possiamo aggiungere, la stessa ancora cercasi. Nel frattempo il Sorrento vola a punteggio pieno e stasera ci sarà il Picerno secondo in classifica. Bene, Catania se ci sei più che battere un colpo occorro tre punti, dicasi tre, perché adesso è vero che un pari darebbe ossigeno per il contesto creatosi dopo l’ennesima sconfitta, ma potrebbe anche essere poca cosa in ottica classifica, se ancora possiamo sperare in un campionato di vertice. E per adesso avendo poco a cui appellarci, vediamo almeno cosa ci dicono…
Picerno-Catania, una storia di incroci: dal gol di Reginaldo al ritorno di Longo
Picerno-Catania non è una di quelle partite che possono raccontare mezzo secolo di calcio. Non ci sono fotografie in bianco e nero, trasferte leggendarie degli anni Settanta o vecchi duelli consumati tra Serie B e Serie C. Eppure, nel giro di pochi anni, questo confronto è riuscito a costruirsi una memoria tutta sua.
È una memoria fatta soprattutto di partite strette, raramente scontate, e di uomini che hanno attraversato entrambe le società. Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante alla vigilia della gara di oggi: guardando indietro, Picerno e Catania sembrano essersi incrociati quasi sempre attraverso qualche storia personale.
Il primo capitolo risale all’ottobre del 2019. Il Picerno era una novità assoluta nel panorama della Serie C e si presentò al Massimino per affrontare un Catania che viveva una realtà completamente diversa rispetto a quella attuale. A decidere la partita fu Andrea Mazzarani e finì 1-0, risultato che avrebbe anticipato una delle caratteristiche principali di questa sfida: l’equilibrio.
Pochi mesi dopo, nel febbraio del 2020, arrivò invece una delle partite più particolari dell’intera serie. Il Picerno giocava le proprie gare interne al “Viviani” di Potenza e passò in vantaggio con Santaniello. Poi entrò in scena Alessio Curcio. Che segnò due volte e ribaltò completamente la partita. Picerno-Catania finì 1-2 e quella doppietta è rimasta uno dei momenti individuali più significativi nei precedenti tra le due squadre. Anche perché, curiosamente, nelle successive trasferte in terra lucana il Catania non avrebbe quasi mai avuto vita facile.
Nell’ottobre del 2021 il Catania tornò contro il Picerno e vinse ancora fuori casa, questa volta con una partita completamente diversa. Nessuna rimonta, nessuna doppietta: bastò un rigore trasformato da Luca Moro. Era il periodo della grande esplosione dell’attaccante, che a Catania stava segnando con una continuità impressionante.
Poi la storia del Calcio Catania si interruppe bruscamente pochi mesi dopo, e proprio dentro quella stagione c’è uno dei precedenti più singolari. Il 12 febbraio 2022 il Picerno arrivò al Massimino e vinse 1-0. A segnare fu Reginaldo. Non un nome qualsiasi. Reginaldo aveva indossato la maglia del Catania nella stagione precedente. Tornò da avversario e colpì la sua ex squadra, costruendo uno degli aneddoti più nitidi di questa breve storia. Quella partita, però, porta con sé anche una particolarità statistica: venne regolarmente disputata, ma dopo l’esclusione del Calcio Catania dal campionato i risultati della società etnea furono annullati ai fini della classifica. La partita esiste nella memoria del campo, dunque, ma non nei conteggi federali di quella stagione.
Quando il confronto ricompare, il Catania è ormai quello della nuova società. Nel settembre 2023 il Massimino assiste a un 2-0 deciso da Samuel Di Carmine, autore di una doppietta. Poche settimane dopo, però, Picerno e Catania si ritrovano nuovamente di fronte, questa volta in Coppa Italia Serie C. Ed è forse la partita più movimentata giocata tra le due squadre. Finisce 3-2 per il Catania, con cinque gol e continui cambi di inerzia. Un’eccezione in una storia solitamente segnata da punteggi contenuti.
Nel febbraio 2024 cambia invece il protagonista. Il Picerno riesce finalmente a battere il Catania davanti al proprio pubblico: decide Andrea Gallo. Un anno dopo, ancora al “Curcio”, arriva l’1-1 firmato da Carpani e Petito. E anche qui ritorna una costante: tra Picerno e Catania, sul campo lucano, raramente c’è una partita senza tensione fino alla fine.
L’ultimo precedente giocato al “Curcio” ha una storia che si può raccontare quasi in una riga. 29 novembre 2025: il Catania batte il Picerno 1-0. Francesco Forte segna praticamente subito, al secondo minuto. Pochi mesi dopo, però, il Picerno si prende la rivincita al Massimino. Il 6 aprile 2026 il Catania passa in vantaggio con D’Ausilio, ma i lucani ribaltano il risultato con Abreu e Sebastiano Bianchi.
Se però c’è un uomo che più di ogni altro racconta il legame tra Picerno e Catania, quello è oggi Emilio Longo. L’attuale tecnico rossazzurro conosce benissimo il “Curcio”. Longo ha infatti allenato il Picerno dal 2022 al 2024, costruendo proprio in Basilicata una delle esperienze più significative della propria carriera. Due stagioni, due qualificazioni ai playoff e una squadra capace di guadagnarsi considerazione ben oltre le proprie dimensioni societarie.Per lui quella del 15 settembre non sarà quindi una semplice trasferta. Sarà un ritorno.
Longo non è l’unico filo diretto. Nel Catania c’è anche Andrea Allegretto, che a Picerno ha trascorso una parte importante del proprio percorso professionale. Una storia simile è quella di Gabriele Pagliai, altro giocatore che conosce bene il Picerno con tre stagioni in rossoblù,.
Ma gli incroci non vanno in una sola direzione. Nel Picerno c’è Dario Del Fabro, che il Catania lo ha vissuto direttamente. Il difensore ha infatti vestito la maglia rossazzurra nella seconda parte della stagione 2024/25. Dal gennaio 2026 è passato al Picerno. E c’è un dettaglio che rende la sua storia ancora più interessante: Del Fabro era in campo proprio il 6 aprile scorso, quando i lucani vinsero 2-1 al Massimino.
Picerno e Catania si affrontano da pochi anni, eppure ogni volta sembra esserci qualcuno che conosce bene l’altra parte. È accaduto con Reginaldo. Accade oggi con Longo, Allegretto, Pagliai e Del Fabro.
I numeri dicono che il Catania ha vinto più confronti e che nelle trasferte contro il Picerno ha spesso ottenuto risultati positivi in una sfida giovane, ma già piena di vecchie conoscenze.