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15.09.2026

Beni confiscati alla mafia, dalla Regione 150mila euro ai Consorzi dei Comuni

di Redazione | 1 min di lettura

Pubblicato l’avviso per sostenere le strutture che gestiscono e valorizzano i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. Ingala: "La lotta alle mafie si fa ogni giorno con gesti concreti"

Beni confiscati alla mafia, dalla Regione 150mila euro ai Consorzi dei Comuni
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Un fondo da 150mila euro per sostenere i Consorzi di Comuni siciliani impegnati esclusivamente nella gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ha pubblicato l’avviso per l’assegnazione dei contributi relativi all’esercizio finanziario 2026.

L’obiettivo della misura è sostenere le spese di funzionamento dei Consorzi e, allo stesso tempo, evitare l’interruzione delle loro attività, garantendo continuità alla gestione dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali e destinati alla collettività.

Ingala: “Un gesto concreto contro la mafia

“La lotta alle mafie – afferma l’assessore regionale Elisa Ingala – deve essere fatta ogni giorno, con gesti concreti come il sostegno alle strutture che si occupano di restituire i beni alla collettività”.

Per Ingala, l’avviso rappresenta «un segno dell’attenzione del governo Schifani verso queste realtà» e uno strumento per sostenere concretamente le amministrazioni impegnate nella gestione dei beni confiscati.

Contributi fino al 90% delle spese

Le risorse saranno destinate a coprire le spese di funzionamento risultanti dal bilancio preventivo 2026 dei Consorzi beneficiari. Il contributo concesso dalla Regione non potrà comunque superare il 90% delle spese previste.

Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, esclusivamente tramite Pec al Dipartimento regionale delle Autonomie locali – Servizio 4 “Trasferimenti agli Enti locali per il finanziamento delle funzioni”.

L’avviso completo e la relativa documentazione sono consultabili sul sito della Regione Siciliana.

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