Le continue eruzioni dell’Etna e le conseguenze sull’operatività dell’aeroporto di Catania impongono un cambio di passo nella gestione delle emergenze. A sostenerlo è il commissario straordinario dell’Enac, Carlo Mearelli, intervenuto a Napoli in occasione della presentazione del masterplan dell’aeroporto di Capodichino.
Il tema torna ciclicamente ogni volta che la cenere vulcanica costringe a limitare o sospendere le attività dello scalo di Fontanarossa, provocando disagi per passeggeri e compagnie aeree.
“Abbiamo visto cosa è accaduto con l’Etna, che continua ad avere un’attività intensa”, ha dichiarato Mearelli, sottolineando che il fenomeno “deve essere gestito, non sofferto” e governato nella sua complessità.
Il passaggio più significativo riguarda la necessità di predisporre un vero e proprio sistema di backup per l’aeroporto di Catania.
Secondo il commissario Enac, non è sufficiente affidarsi esclusivamente agli aeroporti alternativi già individuati dalle compagnie nelle pianificazioni operative dei singoli voli.
“È chiaro che va strutturato l’intero sistema e l’intero backup”, ha spiegato Mearelli.
L’obiettivo è quindi quello di definire in anticipo procedure, alternative e responsabilità da attivare rapidamente in presenza di eventi vulcanici in grado di compromettere l’operatività dello scalo catanese.
Le emissioni di cenere rappresentano una delle principali criticità per il traffico aereo nell’area etnea.
Quando le condizioni di sicurezza lo richiedono, l’aeroporto può essere costretto a ridurre gli arrivi e le partenze oppure a sospendere temporaneamente le operazioni.
Per Enac, la questione non può quindi essere affrontata esclusivamente come una sequenza di emergenze isolate, ma attraverso una pianificazione coordinata e stabile capace di assicurare risposte rapide quando l’attività vulcanica incide sui voli.
Mearelli ha inoltre annunciato che dal 12 al 15 ottobre Napoli ospiterà una sperimentazione internazionale dedicata al rischio vulcanico e all’aviazione civile.
L’iniziativa coinvolgerà l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile e punta a testare il coordinamento tra istituzioni e organizzazioni chiamate a intervenire durante eventi eccezionali legati alle eruzioni.
“Sperimenteremo le dinamiche che sovrintendono al comportamento coordinato di tutte le istituzioni e di tutte le organizzazioni che devono dare una risposta ordinata”, ha spiegato il commissario Enac.
A Napoli sono attesi circa 50 esperti internazionali specializzati in sistemi di sicurezza, recovery plan e gestione coordinata delle attività in caso di eruzione vulcanica.
Un confronto che assume particolare rilevanza anche per la Sicilia e per l’aeroporto di Catania, chiamato a convivere con uno dei vulcani più attivi al mondo e con le conseguenze che l’attività dell’Etna può determinare sul traffico aereo.