Ordini di Catania, Siracusa e Messina a confronto su prevenzione, formazione, inclusione e riconoscimento professionale. Al centro dei lavori la necessità di integrare competenze diverse nei percorsi dedicati alla salute e agli atleti più giovani
Multidisciplinarietà e trasversalità dell’approccio terapeutico come strumenti per costruire percorsi di salute più efficaci, soprattutto quando al centro ci sono i giovani e la pratica sportiva. È uno dei principali messaggi emersi dal Summit delle Professioni Sanitarie, che si è svolto il 3 ottobre a Siracusa.
Una giornata dedicata alla governance della salute, all’impatto sociale delle professioni sanitarie sul territorio siciliano e al ruolo dello sport giovanile tra prevenzione e performance, che ha riunito rappresentanti degli Ordini, professionisti, mondo dello sport e istituzioni.
Presenti il presidente dell’Ordine delle Professioni Sanitarie di Catania Innocenzo Secolo, il presidente dell’Ordine di Siracusa Vincenzo Arrabito, i consiglieri Simone Lissandrello per Siracusa e Rosario Toscano per Catania e il presidente dell’Ordine di Messina Giuseppe Morabito. Al confronto hanno partecipato anche il vicesindaco di Siracusa Edy Bandiera, l’esponente dello sport paralimpico Salvo Mirabella e numerosi professionisti impegnati nella parte scientifica del summit.
Ad aprire i lavori è stato Simone Lissandrello, che ha evidenziato il ruolo dello sport giovanile nella crescita evolutiva e sociale dei ragazzi e la necessità di garantirne l’accesso a tutti.
In questo percorso l’Ordine delle professioni sanitarie assume una funzione di garante etico-scientifico, mentre la complessità della presa in carico del giovane atleta rende necessario superare una visione legata alla singola professionalità.
L’obiettivo è favorire il raccordo tra professionisti, associazioni, scuole e società sportive, mettendo al centro l’interdisciplinarietà e l’unione tra competenze differenti.
Sulla stessa linea Rosario Toscano, che ha richiamato il valore dell’appartenenza all’Ordine e la necessità di rafforzare il riconoscimento delle professioni sanitarie. Lo sport rappresenta uno degli ambiti nei quali il confronto tra figure professionali differenti diventa indispensabile, mettendo in relazione anche il settore pubblico e quello privato.
Il Summit ha rappresentato anche un momento di confronto sulla collaborazione interprovinciale.
Vincenzo Arrabito ha sottolineato il valore del percorso avviato tra gli Ordini, indicando nello sport e in una visione olistica della persona un terreno privilegiato per favorire l’integrazione tra le professioni sanitarie.
Per Innocenzo Secolo, invece, una delle questioni centrali resta il riconoscimento dei professionisti sanitari e la tutela dei lavoratori. Un riconoscimento che passa dalla formazione, dal confronto e dalla capacità degli Ordini di comunicare all’esterno il ruolo svolto nella società.
L’obiettivo è trasformare il valore percepito delle professioni sanitarie in un valore reale e concretamente riconosciuto, puntando sulla trasversalità e su un approccio multidisciplinare alle competenze.
Anche il presidente dell’Ordine di Messina, Giuseppe Morabito, ha posto l’accento sulla qualità della formazione e sulla necessità che gli eventi dedicati ai professionisti lascino un patrimonio concreto di conoscenze e strumenti.
La sinergia tra gli Ordini di Catania, Messina e Siracusa punta così a costruire una rete nella quale prevenzione, qualità della vita e salute dei cittadini diventino obiettivi condivisi.
Spazio anche all’inclusione con Salvo Mirabella, esponente del rugby paralimpico in carrozzina, che ha evidenziato come lo sport debba rappresentare un’opportunità anche per i giovani con disabilità.
Al centro dell’intervento la resilienza, il contributo delle nuove tecnologie e la necessità di abbattere gli ostacoli che ancora limitano l’accessibilità alla pratica sportiva.
Sul tema è intervenuto anche Arrabito, richiamando la necessità di agire sul piano sociale per individuare e superare le barriere all’inclusione.
Il vicesindaco di Siracusa Edy Bandiera ha invece richiamato il valore dello sport come strumento di socializzazione, soprattutto nelle periferie, citando tra gli esempi il progetto per un campo da rugby, il pala indoor e il progetto Filippide rivolto ai ragazzi autistici.
Ampio spazio è stato dedicato alla parte scientifica. Vincenzo Comitini, già responsabile della Medicina dello Sport dell’Asp 8 di Siracusa, ha affrontato il tema della prevenzione delle patologie da sovraccarico, analizzando patologie acute e croniche, microtraumi e traumi della colonna vertebrale.
Tra gli strumenti di prevenzione sono stati indicati l’adeguamento dei carichi di lavoro, l’analisi del gesto atletico, il potenziamento muscolare e l’analisi posturale.
Il podologo Sergio Caruso si è soffermato sullo sviluppo del bambino, sulla deambulazione e sulle alterazioni funzionali, mentre l’osteopata Gianluca Catania ha approfondito il ruolo dell’osteopatia, della prevenzione e dell’approccio multidisciplinare nella preparazione atletica.
Il dietista Matteo Romano ha affrontato il rapporto tra microbiota e muscolo, evidenziando anche in questo ambito l’importanza del lavoro in team tra il dietista e le altre professionalità sanitarie.
In videoconferenza è intervenuto anche il presidente nazionale dell’Ordine Diego Catania, che ha indicato la partecipazione congiunta di più Ordini attorno a obiettivi condivisi come un modello potenzialmente esportabile su scala nazionale.
Nel pomeriggio il confronto è proseguito con gli interventi di Gregorio Bucolo, Loredana Sorbello, Marco Meneghini, Silvia Crisafulli, Adele Barone e Andrea Santangelo.
Marco Meneghini, ortottista, ha approfondito la salute degli occhi nello sport, soffermandosi sulle infezioni oculari e sui rischi connessi all’utilizzo delle lenti a contatto durante le attività in acqua.
Silvia Crisafulli ha invece affrontato la dimensione psicologica e relazionale, con particolare attenzione all’integrazione dei bambini, inserendo lo sport in una prospettiva più ampia di crescita, socializzazione e inclusione.
Gli interventi del pediatra Stefano Catanzaro, di Adele Barone, Gregorio Bucolo, Loredana Sorbello e Andrea Santangelo hanno ulteriormente ampliato il confronto sulla salute e sull’importanza di mettere in relazione competenze differenti nella presa in carico della persona durante l’età evolutiva.
Il carattere multidisciplinare ha rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata: mettere in relazione professionalità differenti, superare una presa in carico frammentata e costruire percorsi integrati di prevenzione e salute.
Il Summit ha ribadito anche la necessità di un pieno riconoscimento delle professioni sanitarie attraverso formazione, tutela dei lavoratori e una presenza sempre maggiore nello sport, nelle istituzioni e nella società.
Il confronto tra Ordini e professionisti ha indicato così nella collaborazione interprofessionale e nella capacità di fare rete una delle strade per costruire percorsi di salute più integrati, soprattutto per le nuove generazioni.
La giornata si è conclusa con un workshop che ha trasformato il confronto teorico e scientifico in un momento di approfondimento pratico e di condivisione tra i professionisti presenti.