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06.11.2018

Tragedia di Casteldaccia, il villino andava demolito: Codacons denuncia il sindaco per omissione di atti d’ufficio

di Redazione
Tragedia di Casteldaccia, il villino andava demolito: Codacons denuncia il sindaco per omissione di atti d’ufficio

PALERMO – Il Codacons, dopo quanto rivelato dall’ufficio stampa del Consiglio di Stato e della Giustizia Amministrativa secondo cui il Tar Sicilia–Palermo non ha mai sospeso l’ordinanza di demolizione dell’immobile in contrada Cavallaro a Casteldaccia, ha deciso di denunciare alle Procure di Palermo e di Termini Imerese il sindaco del Comune di Casteldaccia, per la possibile omissione di atti d’ufficio in relazione al mancato abbattimento dell’abitazione. Ne dà notizia l’associazione dei consumatori, che annuncia anche una class action in regione sul dissesto idrogeologico dell’isola.

Oggi piangiamo la morte di cittadini sorpresi in Sicilia dalla furia del maltempo all’interno di case abusive costruite sugli argini dei fiumi, ma se otto anni fa fossero state accolte le nostre richieste le stesse case sarebbe state individuate, abbattute o messe in sicurezza – afferma il Codacons -. Nel 2010 avevamo infatti diffidato la Protezione Civile a fornire tutti gli atti relativi alla predisposizione dei Piani di Assetto idrogeologici (Pai) e delle conseguenti misure finalizzate al contenimento del rischio idrogeologico in alcune aree, e gli atti autorizzativi la costruzione di edifici su bacini, corsi d’acqua e falde acquifere. Una richiesta rifiutata sia dalla Protezione civile, sia dal Tar Lazio cui il Codacons si rivolse, che ritennero non necessario rendere pubblici tali documenti“.

Contro il dissesto idrogeologico e i danni prodotti dal maltempo in Sicilia, il Codacons annuncia oggi una nuova class action pubblica – ai sensi del D.Lgs. 20/12/2009, n. 198 – contro Protezione civile e Governo, finalizzata ad ottenere la messa in sicurezza del territorio e il risarcimento dei danni ambientali subiti nella regione.

Sul sito www.codacons.it l’associazione pubblicherà oggi integralmente le diffide e i ricorsi presentati dal 2010 ad oggi, in cui si chiedeva di bonificare le aree a rischio in Sicilia, e che avrebbero potuto salvare decine di vite umane.

Fonte foto: Ansa