MONDO – La Giornata Internazionale della Famiglia si celebra il 15 maggio di ogni anno ed è stata ideata con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sui processi sociali, economici e demografici che coinvolgono i nuclei familiari nel mondo.
La celebrazione della Giornata serve a promuovere azioni di sostegno nei confronti delle famiglie, in modo da ridurre la povertà e i rischi emergenti di esclusione sociale.
La Giornata è stata istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sottolineare l’importante ruolo della famiglia che è stata definita dall’ONU il “fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini”.
La famiglia è adeguatamente tutelata anche dalla Costituzione italiana che le riserva il primo comma dell’articolo 29, appartenente alla Parte Prima della Carta costituzionale: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
Il primo comma dell’articolo 30 contribuisce a definire il concetto di famiglia e a delineare il ruolo fondamentale ricoperto dalle figure genitoriali: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”.
Nel caso in cui la formazione del nucleo familiare sia messa a repentaglio dall’assenza delle necessarie risorse economiche, lo Stato si occupa inoltre di garantire agevolazioni, come sancito nel primo comma dell’articolo 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.
La famiglia è in continua evoluzione e a confermarlo sono i molteplici cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni.
Appare evidente innanzitutto, in base ai dati riportati dall’Istat, la tendenza alla semplificazione delle strutture familiari: se in Italia, infatti, il numero di famiglie è in aumento, si è registrata comunque una progressiva diminuzione dei suoi componenti.
Le famiglie di persone sole oggi rappresentano il 33,3% e sono cresciute di oltre 10 punti negli ultimi vent’anni. A subire un forte decremento è invece il numero di famiglie composte da 5 e più componenti, che oggi rappresentano solo il 5,3% del totale.
“Il profilo delle famiglie italiane, e i mutamenti che le hanno investite – afferma l’Istat – sono il risultato delle trasformazioni demografiche e sociali che hanno interessato il Paese negli ultimi decenni e riflettono le specificità che contraddistinguono le diverse aree territoriali“.
Come mostrano le indagini condotte dall’Istat, “Sud e Isole sono le ripartizioni con la più alta incidenza di famiglie numerose (rispettivamente, il 7,3% e il 5,2%) e, di conseguenza, il numero medio di componenti è leggermente superiore nelle regioni meridionali, ma proprio in questi territori è più visibile la riduzione negli anni della dimensione delle famiglie“.
“La concentrazione di famiglie unipersonali – conclude l’Istat – è, invece, massima nelle regioni del Nord, in particolare nel Nord-ovest (36,0%), e nel Centro (35,2%)“.
Fonte foto Pixabay