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23.05.2025

Palermo, in marcia contro la mafia: il corteo “Non chiedeteci silenzio” nel ricordo della strage di Capaci

di Redazione
Palermo, in marcia contro la mafia: il corteo “Non chiedeteci silenzio” nel ricordo della strage di Capaci
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PALERMO – Nel cuore di Palermo, una folla di studenti, attivisti, rappresentanti sindacali e cittadini si è riunita per dare vita al corteo “Non chiedeteci silenzio”, in occasione del 33° anniversario della strage di Capaci.

Il corteo

Il corteo è partito da piazza Verdi, snodandosi per le vie della città fino a raggiungere l’albero Falcone, simbolo della memoria in via Notarbartolo.

Al momento della partenza, erano alcune centinaia i partecipanti, uniti dal desiderio di testimoniare il loro impegno civile e la volontà di non dimenticare.

Tra i presenti anche figure di rilievo come Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia, e diversi rappresentanti della Cgil, tra cui Luigi Giove, segretario confederale nazionale, e Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico e componente della commissione Antimafia.

Le dichiarazioni di Luigi Giove e Antonello Cracolici

“È importante venire fuori da una logica di commemorazione e ricordo – ha dichiarato Giove – la mafia non è sconfitta, ma continua a essere di attualità, non è un fenomeno che riguarda solo la Sicilia ma l’intero Paese. Oggi più che mai agisce sul piano economico ed è ancora in grado di fare molto male”.

Sulla stessa linea anche Cracolici, che ha sottolineato “Fare silenzio è sempre sbagliato: il 23 maggio è la giornata in cui la società civile ha avviato un processo di reazione contro la mafia che minaccia la nostra libertà”.

Ad aprire la manifestazione, un grande striscione con la scritta “La mafia uccide, il silenzio pure”, accompagnato dall’immagine di Peppino Impastato, figura simbolo della lotta antimafia. Numerosi gli slogan e i cartelli portati in corteo, tra cui spicca il messaggio: “La mafia teme la scuola più della giustizia“.

Le parole di Andrea La Torre e Marta Capaccioni

Andrea La Torre, del collettivo giovanile Attivamente, ha evidenziato il senso profondo dell’iniziativa “È il corteo contro le mafie ed il sistema costruttivo, contro le guerre e contro il riarmo – spiega – un momento contro le passerelle politiche che sporcano la memoria dei martiri di questa terra. È un corteo per dire che l’antimafia è una lotta che parte dal basso”.

La manifestazione si è aperta con una performance artistica del collettivo Our Voice, intitolata “Anything to say“, ispirata a un’opera dello scultore Davide Domino.

Marta Capaccioni, portavoce del collettivo, ne ha spiegato il significato “Vede il nostro presidente del consiglio al centro e attorno, sopra le sedie, delle persone con dei manifesti. I manifesti rappresentano le nostre istanze, per evitare l’abrogazione di alcune riforme nazionali che toccano tematiche legate alla mafia, corruzione e sicurezza”.

Fonte foto ANSA 

04:59