Negli ultimi dieci anni la tecnologia è cambiata notevolmente, entrando in ogni aspetto della nostra vita quotidiana e professionale. È possibile lavorare da casa, seguire corsi universitari e di formazione sullo smartphone, usare sistemi automatici per monitorare edifici, ma anche affidarsi all’intelligenza artificiale per risolvere problemi o svolgere attività in pochi minuti, invece di impiegare ore: tutte operazioni che sembravano fantascienza solo fino a poco più di dieci anni fa.
Molte innovazioni tecnologiche quasi non fanno più notizia, perché sono ormai entrate nella routine, ma sicuramente hanno cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, di organizzarci e anche di lavorare.
Quando parliamo di sicurezza fisica ci riferiamo a un panorama molto ampio che comprende negozi, uffici, piccole, medie e grandi aziende, luoghi pubblici e fabbriche. Mentre prima avevamo soprattutto le telecamere di controllo, oggi è possibile integrare questi sistemi con software di gestione video, sistemi per il controllo degli accessi e il riconoscimento automatico delle targhe, oltre ad apparecchi per la gestione delle comunicazioni.
La digitalizzazione della sicurezza fisica significa utilizzare la tecnologia per centralizzare tutte le informazioni che provengono da dispositivi diversi. Questo permette non soltanto di rendere i controlli più rapidi ed efficienti, ma anche di monitorare sedi ed edifici differenti attraverso un unico sistema. Il risultato? La sicurezza fisica è sempre più connessa ai software e alla cybersecurity.
L’intelligenza artificiale resta la tecnologia che sta attirando maggiormente l’attenzione dei media negli ultimi anni, perché gli strumenti generativi possono scrivere testi, tradurre, riassumere documenti, creare immagini e molto altro. Ma con l’AI è possibile anche analizzare i dati, tanto che viene utilizzata anche dalle grandi aziende per le analisi dei big data, come dimostra, per esempio, il caso di IBM.
Insomma, che si tratti di cercare una semplice informazione, gestire un servizio clienti o analizzare enormi quantità di dati, l’intelligenza artificiale è ormai presente sia nelle attività professionali sia in quelle quotidiane, come quando vogliamo ottenere rapidamente informazioni su un determinato argomento.
Prima conosciuto soprattutto come telelavoro e poi affermatosi con il termine smart working, il lavoro a distanza rappresenta un’altra delle trasformazioni più significative degli ultimi anni. Attraverso il cloud e i software di videochiamata oggi è possibile collegarsi in tempo reale praticamente da ogni parte del mondo, senza doversi spostare da casa o dall’ufficio. Anche con un semplice smartphone è possibile inviare file o correggere documenti. Certo, per i lavori che richiedono maggiore precisione è ancora consigliabile utilizzare un PC.
Quello che è accaduto con lo smart working si è verificato anche nel settore della formazione. I corsi universitari, di aggiornamento e di specializzazione sono sempre più spesso disponibili online e oggi la possibilità di seguire lezioni organizzate da università o enti che si trovano in altre città è aumentata notevolmente.
Attenzione però: spesso la didattica online non sostituisce completamente quella in presenza, ma ne amplia le possibilità di accesso e di formazione. L’esempio del Comune di Cesena, con una didattica di formazione mista, mostra bene un’offerta formativa pensata per i docenti che consente di ridurre gli spostamenti e, di conseguenza, anche i tempi necessari per partecipare ai corsi.