CATANIA – Nicola Costa è senza dubbio uno degli artisti più affermati e amati dal pubblico siciliano, che vanta un curriculum di tutto rispetto in cui fanno bella mostra i numerosi premi e riconoscimenti di cui è stato insignito nel corso di un quarto di secolo di carriera.
Tra i tanti spettacoli scritti e rappresentati, lo ricordiamo con piacere nella sua magistrale interpretazione in “Dear Ludwig” – tributo a Beethoven – e nei panni di Pasolini in “Solo l’amore conta”, il suo personale omaggio al grande scrittore bolognese.
Appena terminate le riprese sul set de “Le invenzioni di Kupin”, il nuovo film di Massimiliano Russo che sarà prossimamente nelle sale cinematografiche, abbiamo parlato delle grandi e importanti novità del futuro professionale dell’attore, regista e drammaturgo Nicola Costa, direttore artistico e ideatore del progetto culturale e sociale “Centro Studi Teatro e Legalità” che sabato 2 e domenica 3 luglio dirigerà al Centro Zo di Catania il suo applaudito “Ritratto di un’isola“, lo spettacolo che dopo anni ritorna di nuovo in scena nella nostra città, in vista di un altro importante progetto teatrale che, in autunno, lo vedrà tra gli interpreti dello Stabile di Catania in “Come tu mi vuoi” di Pirandello, con la regia di Luca De Fusco.

“È un progetto nato nel 2004 e da allora non si è mai più fermato. Ci sono state repliche un po’ ovunque dalle carceri, alle scuole dove purtroppo, ancora oggi, ci sono fenomeni di dispersione scolastica, fino ai teatri e agli anfiteatri. Nel corso degli anni si è arricchito di diversi e nuovi contributi letterari.
Manca da ben sei anni dalla scena catanese e, per me, è sempre un piacere riallestirlo nella mia città. Visti i contenuti trattati ritengo che sia una rappresentazione ‘socialmente utile’, moralmente e artisticamente educativa che mira a donare un momento di doverosa riflessione e di commemorazione a trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.
‘Ritratto di un’isola’ accompagna lo spettatore in un viaggio tra la letteratura di Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Fava e tra i fatti di cronaca nera che hanno accompagnato gli ultimi decenni, con citazioni e riferimenti a uomini come Dalla Chiesa, Livatino, Chinnici, Don Pino Puglisi, Peppino Impastato, Falcone, Borsellino.
All’interno della storia c’è anche un momento che racconta il dolore di una donna vittima trasversale dell’esecuzioni mafiose. L’obiettivo è scuotere le coscienze, far vibrare le pieghe più profonde dell’anima”.
“Sì e ne sono felice. Il 28 luglio riporterò in scena ‘A cena con Pablo‘, il tributo al grande Pablo Neruda al Musco e il 7 agosto, per il Catania Summer Fest, al Castello Ursino, sarà riproposto il mio ‘Solo l’amore conta‘ , un omaggio a Pasolini nel centenario a lui dedicato“.
“Parlare degli errori del passato non è utile a nessuno. Sicuramente ne sono stati commessi molti, ma da oggi si volta pagina scrivendo un nuovo e diverso capitolo. Bisogna guardare avanti con ottimismo e positività. Sono convinto che il nuovo direttore farà benissimo.
Luca De Fusco è un uomo di grande esperienza e competenza, ha intuito e determinazione per andare oltre e migliorare la situazione.
Lo ringrazio per avermi voluto in questo suo nuovo allestimento di uno dei testi meno noti di Pirandello, all’interno di una compagnia di prim’ordine e con una importante coproduzione del Teatro Stabile di Catania che girerà l’Italia toccando diversi Stabili della penisola“.

“La pandemia ha portato dei cambiamenti importanti per il mondo degli attori. Con il sindacato SLC CGIL, a cui appartengo, si è fatto un lavoro minuzioso e si sono raggiunti alcuni risultati importantissimi: tra tutti l’approvazione in Senato del ddl che finalmente riconosce che lo studio e la formazione rappresentano tempo di lavoro per i professionisti dello spettacolo e come tale vanno inquadrati; siamo riusciti a ottenere dei ristori importanti, nonché l’accesso a una serie di ammortizzatori sociali che sino a qualche anno fa erano considerati utopia. Tutti noi professionisti siciliani non finiremo mai di ringraziare Luigi Tabita e Gianluca Patanè per il loro impegno e per i risultati raggiunti“.
“Mi piacerebbe che la gente smettesse di comportarsi in modo brutale, ingrato, irriverente, ipocrita, talvolta crudele. I valori su cui cerco di basare la mia vita personale e artistica sono sostanzialmente tre: amare, donare e perdonare.
E vorrei che ci ricordassimo più spesso che il nostro passaggio su questo pianeta non è infinito e che sarebbe ora di utilizzare il nostro tempo al meglio. L’universo intero se ne accorgerebbe e ne sarebbe lieto. Vi aspetto a teatro“.
