CATANIA – L’Istituto “Italo Calvino” di Catania, diretto dal Dirigente Prof. Salvatore Impellizzeri, nei pomeriggi di primavera brulica di Progetti P.O.N. offre agli studenti attività innovative e attrattive che culminano sempre in manifestazioni finali condivise con i genitori e tutta la scuola. Ma c’è qualcosa di profondamente autentico quando un percorso di “Teatro musicale”, guidato dall’Esperta Costanza Scalia e la Tutor Prof.ssa Anna Benintende, sceglie di mostrarsi così com’è: vivo, fresco, estemporaneo e nello stesso tempo in divenire.
È con questo spirito che il Laboratorio di Teatro Musicale, composto da ragazzi e ragazze tra la seconda e la terza media, ha deciso di condividere il proprio lavoro finale sotto forma di “Prova Aperta” una prova generale che è già, in realtà, uno spettacolo potente per il messaggio che veicola e come tale necessario.
Il tema scelto, la Parità di Genere, è stato affrontato partendo da ciò che spesso passa inosservato: i luoghi comuni, gli stereotipi nascosti nei modi di dire, nelle battute, nelle aspettative quotidiane rivolte sia alle femmine che ai maschi. Da qui, passo dopo passo, il lavoro si è fatto più profondo, toccando corde delicate come l’emarginazione, la solitudine, il bisogno di essere visti e riconosciuti per ciò che si è davvero.

Uno dei momenti più intensi è stato quello dedicato alla rappresentazione della donna come oggetto, come qualcosa da esibire, da “abbellire”, da possedere — una bambola da vestire o un soprammobile da lasciare in mostra su un comò. Scene che, attraverso il linguaggio del corpo e della musica, hanno restituito tutta la forza e la crudezza di queste dinamiche, senza bisogno di filtri.
A fare da filo conduttore, una drammaturgia fisica e musicale costruita insieme: movimenti corali, voci che comunicano, gesti che diventano simbolo. Le performance, sia canore che corporee, hanno dato forma a un racconto collettivo capace di trasmettere mille emozioni: rabbia, fragilità, ironia, consapevolezza, ma anche speranza.
Questa “Prova Aperta” è stata un momento di restituzione, ma anche un atto di coraggio, di consapevolezza e di crescita per chi ha vissuto l’esperienza del teatro musicale.
È stato un modo per comunicare anche al pubblico che ascoltava, con voce chiara e sincera, che il cambiamento passa anche
dall’ascolto, dal confronto e dalla possibilità di mettersi in gioco.
In questo senso, il palcoscenico si è trasformato in uno spazio autentico di educazione e libertà, dove ogni studente ha potuto trovare la propria voce e, al tempo stesso, imparare ad ascoltare quella degli altri. Non uno spettacolo concluso, dunque, ma un processo aperto, un seme piantato che continuerà a crescere nel quotidiano, nei gesti, nelle parole e nelle scelte di ciascuno.
Perché è proprio da esperienze come questa che nasce una comunità più consapevole, come obiettivo fondamentale e stile dell’ICS “Italo Calvino” che offre ai suoi studenti sempre percorsi formativi eccellenti.
Una comunità capace di riconoscere il valore delle differenze e di trasformarle in ricchezza condivisa. E forse è questo il risultato più importante: aver acceso, anche solo un po’, lo sguardo critico e il desiderio di cambiamento nelle nuove generazioni.
Articolo redatto con la collaborazione della Prof.ssa D’Amico Patrizia







