PATERNÒ – “Facciamo rete… oltre il web-Comunicare-Prevenire-Agire” è il titolo di un’importante conferenza che si è tenuta lo scorso giovedì 16 aprile, dalle ore 8.30 alle 10.40, presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Mario Rapisardi” di Paternò, con i docenti e gli alunni del primo, secondo e terzo anno del Liceo Classico ed Artistico.
Proprio l’attenzione ad una problematica giovanile attualissima, quella del bullismo e cyberbullismo, è sfociata nel progetto cui si è dato spazio in questo convegno, promosso dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Maria Grazia D’Amico e organizzato dalle Docenti Referenti Prof.sse Maria Antonietta Laura Mazzola e Rita Giuseppa Russo, in materia di sensibilizzazione della comunità scolastica sulle gravi criticità legate all’uso non consapevole delle reti sociali e sulle buone prassi di prevenzione ed intervento alla luce delle Leggi 71/2017 e 70/2024.
È stata un’iniziativa la quale ha costituito un momento non solo di profonda riflessione e condivisione per tutti i partecipanti, ma anche di grande spessore e di alta formazione civica e giuridica, perché ha visto protagoniste due professioniste in area legale, l’Avv. Nelly Currò (specializzata in Diritto di famiglia e minorile) e l’Avv. Cristina Grasso (specializzata in Diritto penale), membri della Commissione “Educazione alla legalità” del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, che hanno dato la loro disponibilità al dialogo.
Il dibattito è stato arricchito altresì dall’intervento del Capitano Marco Savo, che ha apportato il suo contributo in qualità di Comandante della Compagnia dei carabinieri di Paternò, a testimonianza della forte sinergia tra scuola e istituzioni nella costruzione di percorsi educativi volti alla cultura del rispetto e all’umanità, necessarie per guidare ogni interazione, sia essa fisica o virtuale.
A moderare l’incontro è stata la Prof.ssa Avv. Mazzola, Responsabile del plesso di Paternò e componente della Commissione Contrasto Bullismo e Cyberbullismo nella Scuola, che, dopo aver riportato ai presenti i saluti della Dott.ssa Rosa Ingiulla (Psicologa psicoterapeuta), impossibilitata a partecipare all’evento, ha condotto la discussione in un confronto multidisciplinare tra territorio, autorità locali, forze dell’ordine e professionisti del diritto, mirato alla promozione della cittadinanza attiva e orientato alla responsabilizzazione dei giovani.
Un punto centrale di questa discussione ha infatti riguardato l’acquisizione di nuovi strumenti critici per comprendere il valore della responsabilità individuale e dell’impatto che ogni comportamento può avere sugli altri.
Franchezza, dinamismo e assenza di retorica sono stati alla base dell’approccio comunicativo dei relatori, da tempo in prima linea nella formazione riguardo alle principali tematiche etiche e giuridiche (diffamazione, minacce, “stalking”, “revenge porn”, danneggiamento di oggetti, molestie, lesioni personali, violenza privata e altro ancora), che passa inevitabilmente anche dalla consapevolezza delle specifiche azioni e delle loro conseguenze legali, sociali ed emotive.
I ragazzi si sono sentiti chiamati in causa, come se la voce dell’Avvocata Grasso avesse attraversato i volti di chi ha subìto l’abuso in rete o l’ha usato come mezzo di derisione, a volte senza nemmeno rendersene conto, a ricordare loro che dietro ogni profilo “social” c’è una sensibilità che merita considerazione.
Pertanto il Capitano Savo ha spronato ognuno di essi a rompere questo meccanismo perverso, sottolineando l’importanza della collaborazione tra l’Arma e i cittadini, per garantire una risposta efficace alle esigenze di sicurezza individuate.
L’incontro si è concluso lasciando nell’Aula Magna un fermo monito rivolto a tutti: chi guarda e non interviene è un complice silenzioso, non un soggetto neutrale, perché la forza del gruppo non deve essere usata per schiacciare il singolo, ma per proteggerlo dalla prevaricazione.






