CATANIA – Il 25 marzo si è svolto, nell’Aula Magna “Giovanni Torrisi” del Liceo “E. Boggio Lera”, un incontro con l’autore che ha registrato una partecipazione di giovani attenti, coinvolti e profondamente consapevoli.

Ospite dell’iniziativa è stato il prof. Alberto Andronico, Professore Ordinario di Filosofia del Diritto al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania.

Non si è trattato di una semplice conferenza, ma di un autentico momento di scambio e di riflessione critica. In un tempo storico attraversato da conflitti, tensioni e fragilità sociali – vicine e lontane – i giovani del Boggio Lera si sono fermati a interrogarsi su un tema tanto complesso quanto urgente: la violenza nella natura umana.
Guidati con competenza e sensibilità dal Prof.re Andronico, attraverso i contenuti del suo lavoro Protect Me from What I Want. Cinque lezioni sul carteggio tra Einstein e Freud, gli studenti hanno idealmente dialogato con due delle più alte menti del Novecento, entrambe profondamente sensibili alle contraddizioni dell’essere umano.
Dal confronto è emersa una verità difficile ma necessaria: la civiltà non elimina l’aggressività, ma la contiene. La forza distruttiva che Freud definisce Thanatos permane, silenziosa, all’interno delle società e degli individui, ricordandoci che ciò che spesso diamo per acquisito – la convivenza, le regole, i diritti – è in realtà una conquista fragile, mai definitiva, quindi da difendere e valorizzare.
Particolarmente incisiva è apparsa anche la riflessione di Einstein, secondo cui nemmeno gli individui più colti sono immuni dall’odio o dalle derive collettive. La sua domanda – “C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?” – risuona oggi con rinnovata urgenza, confermandosi drammaticamente attuale.
L’incontro ha lasciato aperto un interrogativo tanto scomodo quanto inevitabile: è davvero possibile costruire una pace stabile, o possiamo solo contenere e arginare la violenza?
In questo scenario, la conoscenza si rivela insufficiente se non si traduce in coscienza critica. Per gli studenti, la risposta non può restare astratta: diventa responsabilità concreta, impegno quotidiano nel riconoscere che la civiltà non è un traguardo acquisito, ma un equilibrio fragile da custodire e rinnovare.
A suggellare questa riflessione, il monito dell’artista Jenny Holzer: Protect me from what I want, un invito a interrogarsi sui desideri profondi dell’uomo e sui rischi che essi possono celare.