La giustizia privata nell’ottica della legittima difesa, l’attualità nell’Orestea dello “Spedalieri” stasera al Metropolitan

La giustizia privata nell’ottica della legittima difesa, l’attualità nell’Orestea dello “Spedalieri” stasera al Metropolitan

CATANIA – Nella vita di tutti i giorni è facile cadere nella tentazione, a fronte di un insulto, di una spinta, di una provocazione o ancora di una situazione di pericolo, di lasciare lo spazio all’impeto del momento invece che alla razionalità. Molte volte non controllare le proprie emozioni sembra la strada più facile da percorrere; questa strada, sebbene in prima istanza sembrerebbe quella giusta, potrebbe sfociare in risultati non voluti.

Quante volte si sente ai notiziari o quante volte voi stessi avete vissuto una serata goliardica in discoteca trasformarsi in una rissa non voluta con esito tragico. Immaginiamo il caso di un ragazzo che essendo stato spinto in pista da ballo, decide di “difendere” sé stesso e la propria ragazza utilizzando una bottiglia di birra, scaraventandola addosso al ragazzo che aveva cominciato la rissa; o ancora ipotizziamo che una/o dei/delle vostre migliori amiche/amici venga presa di mira da un gruppetto di ragazzi a scuola e voi al fine di difenderla pensate bene di innescare una rissa per fare giustizia rispetto a quel sopruso. Nell’ottica del pensiero comune potrebbe sembrare idonea una soluzione di questo tipo ma vivere in una società civile vuol dire anche sottostare a delle regole e a degli usi che, fortunatamente, mettono a disposizione di tutti i cittadini dei mezzi di tutela dei propri diritti.

Nei casi sopra descritti, inoltre, potrebbe a prima vista sembrare che trattasi di ipotesi di legittima difesa; ma è proprio questo il meccanismo che deve sventarsi in quanto non sempre è integrabile la fattispecie ex art. 52 c.p.

Leggiamo dal novero dell’articolo in questione, nel suo primo comma che: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. Ebbene la legge ha costruito una fattispecie in cui, il singolo cittadino, è legittimato a difendere i propri diritti in maniera autonoma ma, appunto, può farlo solo a dette condizioni.

Non volendoci soffermare sull’interpretazione giurisprudenziale dell’articolo, sembra corretto soffermandoci su uno degli elementi caratterizzanti e anche più controversi: la proporzionalità della difesa rispetto all’offesa. Per proporzionalità si intende, in parole povere, che la difese dovrà essere attuata, se voglia questa essere legittima, ad “armi pari”.

Nel caso del litigio in discoteca, quindi, la risposta all’offesa provocata da una spinta mediante il lancio di una bottiglia di vetro non è sicuramente proporzionale; come anche la reazione con degli atti di violenza fisica, seppur comprensibile, alle offese verbali verso un proprio amico non è allo stesso modo proporzionata. Vediamo che basta veramente poco per uscire dalle maglie della legittima difesa e la vostra azione, che ai vostri occhi sembrerebbe legittima, è un vero e proprio reato; è così che da vittime diventerete carnefici.

Tutto ciò detto solo per sottolineare come la conoscenza delle norme molte volte può salvarvi e rendervi edotti della possibilità di scegliere se proseguire sulla strada della legalità ovvero al contrario se darsi alla cosiddetta giustizia privata. Il nostro ordinamento garantisce, non solo una risposta punitiva ad ogni atto illecito che abbia creato un evento lesivo, ma allo stesso modo garantisce il diritto di difendere i propri diritti in giudizio seguendo i principi del diritto di difesa, del diritto ad un contraddittorio e ad un giusto processo.

Possiamo così riscontrare una sconvolgente attualità nell’Orestea, nella quale viene affermato un nuovo ordine della polis mediante la sostituzione della cieca giustizia vendicativa perseguita dalle Erinni con il processo davanti al tribunale. Questa dovrebbe, quindi, essere l’unica soluzione da prospettarsi per la risoluzione di qualsivoglia controversia, nell’ottica di una società libera, democratica e civile come quella in cui viviamo.

Il Laboratorio di teatro classico dell’istituto Liceo Classico Statale “Spedalieri” di Catania, con il Dirigente Scolastico Prof.ssa Vincenza Biagia Ciraldo, vi aspetta questa sera alle ore 20,30 al Teatro Metropolitan di Catania per la rappresentazione teatrale “Orestea”, curato dalla prof.ssa Francesca De Santis e diretto da Monica Felloni.

AVV. ELENA CASSELLA