La genesi dell’Etna. “Potrebbe avere un’origine unica al mondo”

La genesi dell’Etna. “Potrebbe avere un’origine unica al mondo”

CATANIA – Uno studio dell’università di Losanna rivelerebbe la genesi singolare dell’Etna. La storia del vulcano siculo sembra unica al mondo.

La genesi dell’Etna

La comprensione dell’origine del vulcano arriva dallo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research dall’Università di Losanna e al quale ha partecipato anche Anna Rosa Corsaro, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania.

La scoperta getta nuova luce sulle eruzioni insolitamente frequenti dell’Etna e apre la strada a una migliore valutazione del rischio vulcanico da parte dei ricercatori dell’Ingv.

L’Etna è il vulcano più attivo d’Europa e tra i più monitorati al mondo, ma ad oggi nessun modello geologico esistente spiega completamente come si sia formato.

I tre meccanismi alla base della formazione dei vulcani: l’Etna in nessuno di questi

Il vulcano non si trova al confine tra due placche tettoniche. Non è un vulcano esplosivo generato lungo una zona dove una placca si immerge sotto l’altra. Non è un su una risalita di materiale molto caldo del mantello.



Il meccanismo è simile a quello che genera i piccoli vulcani sottomarini, ma interessa un grande sistema la cui attività è iniziata circa 500mila anni fa.

I ricercatori hanno studiato i campioni di lava per valutare l’evoluzione chimica dalla formazione del vulcano giungendo alla conclusione che il materiale eruttato è rimasto invariato nel tempo, nonostante l’evoluzione del regime tettonico. È emerso che l’Etna è alimentato da piccole quantità di magma già presenti nel mantello superiore. Questi magmi vengono trasportati verso la superficie dai movimenti tettonici dovuti alla collisione tra le placche africana ed eurasiatica.

Sébastien Pilet, professore della Facoltà di Geoscienze e Ambiente dell’Università di Losanna osserva: “Il vulcano siciliano potrebbe quindi appartenere a una quarta categoria di vulcani poco conosciuta: i cosiddetti vulcani ‘petit-spot’, descritti per la prima volta nel 2006 da geologi giapponesi”.

La scoperta apre nuove prospettive per comprendere come altri sistemi vulcanici potrebbero formarsi in tutto il mondo.