I sindacati: "L’innovazione non può trasformarsi in uno strumento di sostituzione del lavoro umano"
SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL di Catania lanciano l’allarme sul futuro del settore che gestisce per conto di grandi aziende i servizi di assistenza clienti. Dai quasi 3.000 addetti di pochi anni fa si è arrivati agli attuali 1.500, con il rischio concreto che il numero possa dimezzarsi ancora.
Una filiera che negli anni ha rappresentato uno dei principali bacini occupazionali del territorio catanese e siciliano è oggi investita da una crisi senza precedenti, aggravata dall’introduzione sempre più massiccia di sistemi di Intelligenza artificiale. Per questo le segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL hanno chiesto un incontro urgente al prefetto per ottenere un confronto istituzionale sulla crisi del comparto.
In Sicilia il settore, che negli anni di maggiore espansione occupava tra i 18 mila e i 20 mila lavoratori, oggi conta circa 7 mila addetti. Le stime indicano che entro la fine del 2026 potrebbero andare perduti oltre 4 mila posti di lavoro se non saranno adottate misure urgenti per governare la transizione tecnologica.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono di non essere contrarie all’innovazione, ma chiedono che l’Intelligenza artificiale venga introdotta attraverso regole condivise, formazione e riqualificazione professionale, garantendo il confronto con le parti sociali e la tutela dell’occupazione. L’innovazione, sottolineano, non può trasformarsi in uno strumento di sostituzione del lavoro umano.
Tra le richieste avanzate figurano: