Cerca nel sito

27.07.2026

Crisi del settore assistenza clienti causa transizione tecnologica. I sindacati di Catania chiedono l’apertura di un tavolo nazionale di crisi

di Redazione | 1 min di lettura

I sindacati: "L’innovazione non può trasformarsi in uno strumento di sostituzione del lavoro umano"

Crisi del settore assistenza clienti causa transizione tecnologica. I sindacati di Catania chiedono l’apertura di un tavolo nazionale di crisi
Indice

SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL di Catania lanciano l’allarme sul futuro del settore che gestisce per conto di grandi aziende i servizi di assistenza clienti. Dai quasi 3.000 addetti di pochi anni fa si è arrivati agli attuali 1.500, con il rischio concreto che il numero possa dimezzarsi ancora.

La crisi del settore assistenza clienti e i movimenti sindacali

Una filiera che negli anni ha rappresentato uno dei principali bacini occupazionali del territorio catanese e siciliano è oggi investita da una crisi senza precedenti, aggravata dall’introduzione sempre più massiccia di sistemi di Intelligenza artificiale. Per questo le segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL hanno chiesto un incontro urgente al prefetto per ottenere un confronto istituzionale sulla crisi del comparto.

La Sicilia al centro della crisi generata dalla transizione tecnologica

In Sicilia il settore, che negli anni di maggiore espansione occupava tra i 18 mila e i 20 mila lavoratori, oggi conta circa 7 mila addetti. Le stime indicano che entro la fine del 2026 potrebbero andare perduti oltre 4 mila posti di lavoro se non saranno adottate misure urgenti per governare la transizione tecnologica.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono di non essere contrarie all’innovazione, ma chiedono che l’Intelligenza artificiale venga introdotta attraverso regole condivise, formazione e riqualificazione professionale, garantendo il confronto con le parti sociali e la tutela dell’occupazione. L’innovazione, sottolineano, non può trasformarsi in uno strumento di sostituzione del lavoro umano.

Tra le richieste avanzate figurano:

  • L’apertura del tavolo nazionale di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy;
  • il rispetto della clausola sociale nei cambi di appalto,
  • l’obbligo di confronto sindacale prima dell’introduzione di sistemi di automazione;
  • introduzione di strumenti capaci di accompagnare la trasformazione digitale senza scaricarne i costi sui lavoratori.
17:20