I fatti di cronaca più importanti di questo lunedì 8 agosto, mattina.
Polizia:
Al “Caffè Mazzella”, a Pedara dove il responsabile è stato deferito all’A.G. per aver allestito una serata di danza nella zona antistante il locale, che è suolo pubblico, senza le dovute autorizzazioni. Inoltre, è stato multato poiché sprovvisto del titolo di polizia per l’esercizio di discoteca Sanzionato anche un 44enne, quale addetto ai servizi di controllo (buttafuori) poiché non iscritto nell’elenco del personale addetto ai servizi di controllo della attività di intrattenimento e di spettacolo come prescritto dalla legge.
Alla discoteca “Mama Sea”, di Acicastello dove un 35enne è stato multato in quanto si svolgeva il compito di addetto ai servizi di controllo delle attività da intrattenimento e di spettacolo, nonostante fosse privo del tesserino di riconoscimento;
Alla discoteca “OASIS ex Moon Beach”, a Catania. Qui il titolare di licenza, è stato deferito all’A.G. in quanto nel corso del controllo è stato accertato che l’uomo non ha impedito al pubblico presente (circa 200 persone) l’ingresso alla piscina laterale la pista da ballo. Divieto che sarebbe dovuto essere messo in atto mediante il posizionamento di una recinzione con corde e fioriere.
Nel corso dello stesso pomeriggio, sempre a cura degli agenti delle volanti sono stati denunciati in stato di libertà per furto aggravato due cittadini colombiani, S. R. R.A. (classe 1981) e L. G. P. A. (classe1986). I due, un uomo e una donna, erano stati scoperti dal titolare di una profumeria di via Etnea mentre tentavano di appropriarsi di alcune confezioni di profumi di pregio. Il negoziante, inoltre, aveva avvisato il 113 circa quanto avvenuto e aveva fornito all’operatore una descrizione dei due malfattori. Grazie a ciò, l’uomo è stato intercettato e bloccato dagli agenti in via Costarelli, mentre la donna è stata rintracciata in via Puccini. Nelle mani dei due, che in realtà avevano tentato di disfarsene, è stata trovata una busta che nell’intenzione avrebbe dovuto essere “schermata” allo scopo di eludere i sistemi antitaccheggio: una trovata del tutto inutile, visto e considerato anche il fatto che il negoziante che ha avvisato il 113 ha riconosciuto la coppia quale autrice di un precedente taccheggio effettuato sempre all’interno della sua profumeria.
Carabinieri:
E’ bastato poco sabato notte ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante per comprendere le dinamiche di quello strano viavai nei pressi del civico 30 di Via San Damiano, nella zona tra il Castello Ursino e San Cristoforo, che ha visto l’attore principale, il 43enne, catanese, Massimo Palazzo, già noto agli operanti, prendere contatti con talune persone ed effettuare dei brevi accessi nell’ androne dell’edificio ubicato proprio a quel civico. I militari, intervenuti immediatamente, previa perquisizione personale e di un borsone nascosto nell’androne in esame, hanno rinvenuto e sequestrato: una pistola revolver “winchester” cal.22 con la matricola abrasa, 64 cartucce cal.22, 60 grammi circa tra “cocaina” e “marijuana”, un bilancino elettronico, 155 euro in contanti e vario materiale utilizzato per il confezionamento della droga. L’arma sarà inviata al RIS di Messina per gli opportuni esami tecnico-balistici che ne potrebbero evidenziare l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di arma clandestina e relativo munizionamento.
È accaduto ieri sera, intorno alle 22:00, in Via Sebastiano Catania, dove il sorvegliato speciale Gianluca Viola, 33enne, catanese, alla guida di una Smart For Two, per eludere il controllo di polizia, non ha ottemperato all’alt imposto da una pattuglia del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Catania. Fuggendo via ha generato un concitato inseguimento intrapreso dall’equipaggio della “gazzella” tra le vie cittadine che, con i dispositivi acustici e luminosi attivati, è riuscito a bloccare l’autovettura in Via Galermo dove il fuggitivo collideva contro una Peugeot 207, condotta da un catanese di 59 anni, che, nello scontro ha riportato delle lesioni guaribili in 30 giorni. Il sorvegliato, sceso dall’auto, dopo una breve colluttazione con i carabinieri, è stato ammanettato e relegato agli arresti domiciliari, dove attenderà di essere ammesso al giudizio per direttissima.
Era stato arrestato 5 agosto scorso per aver picchiato, insieme ad un complice, il figlio del titolare di una rivendita di bibite, ad Aci Sant’Antonio, che stava derubando. Sabato 6 agosto, sottoposto a verifica da parte dei Carabinieri della Stazione di Aci Sant’Antonio non si è fatto trovare nella propria abitazione di San Pietro Clarenza. I militari, attendendolo pazientemente nei pressi del domicilio, al suo arrivo, lo hanno bloccato ed ammanettato. L’arrestato, il 45enne Marcello Privitera, ricollocato ai domiciliari, al rito per direttissima dovrà rispondere oltre al reato di rapina impropria in concorso anche di evasione.
I Carabinieri della Stazione di Macchia di Giarre hanno arrestato il 37enne Calogero Falzone, del posto, in esecuzione di una ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Tribunale di Catania. Il giudice, avvalendosi dell’informativa dell’Arma, ha ritenuto opportuno applicare una misura cautelare nei confronti dell’uomo, resosi responsabile di lesioni personali aggravate e danneggiamento, reati commessi a Giarre lo scorso 5 agosto.
Grazie ad una efficace attività info-investigativa, ieri sera, i Carabinieri della Stazione di Belpasso (CT), hanno fatto irruzione nell’abitazione del pluripregiudicato del luogo, Francesco Scalora Rasizzi,di anni 69, dove, previa perquisizione, sono sati rinvenute e sequestrate: Una pistola semiautomatica marca Pietro Beretta cal. 7.65, con la matricola abrasa, abilmente modificata per aumentarne la capacità offensiva e per permettere l’inserimento di un silenziatore nonché 9 cartucce del medesimo calibro. L’uomo, posto in stato d’arresto, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza con l’accusa di detenzione di arma clandestina e relativo munizionamento. La pistola, nei prossimi giorni, sarà inviata al RIS di Messina per gli opportuni esami tecnico-balistici che potrebbero stabilirne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi.