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31.07.2026

Privatizzazione SAC, il Patto per la Sicilia Orientale incalza i vertici: “Le regole si scrivono prima, non dopo”

di Rossana Nicolosi | 2 min di lettura

Alla vigilia della seconda fase della cessione, il coordinamento chiede trasparenza su governance, Golden Power e futuro dell'aeroporto di Comiso

Privatizzazione SAC, il Patto per la Sicilia Orientale incalza i vertici: “Le regole si scrivono prima, non dopo”
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In concomitanza con l’annuncio ufficiale dell’avvio della seconda fase della procedura di privatizzazione di SAC S.p.A., il Patto per la Sicilia Orientale torna a chiedere chiarezza sulle modalità con cui sarà condotta l’operazione, ponendo tre quesiti che ritiene fondamentali per garantire trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.

Secondo il documento, la conferenza stampa convocata presso la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia dovrebbe fornire risposte precise su aspetti ritenuti decisivi prima della prosecuzione dell’iter di privatizzazione.

Governance post-cessione: “Le regole siano pubbliche

Il primo interrogativo riguarda la governance della SAC dopo la cessione delle quote pubbliche. Il Patto evidenzia che le regole approvate dall’assemblea dei soci il 16 giugno sarebbero state comunicate esclusivamente agli offerenti ammessi, senza essere rese pubbliche a cittadini, organizzazioni sindacali e consiglieri comunali.

Per i firmatari, trattandosi di una società a capitale interamente pubblico, tali regole dovrebbero essere accessibili nel rispetto dei principi di trasparenza.

Golden Power e investitori extra-UE

Il secondo punto riguarda l’eventuale applicazione del Golden Power.

Il Patto sottolinea che tra i potenziali offerenti potrebbero figurare soggetti extraeuropei e richiama la posizione strategica dell’aeroporto di Catania, adiacente alla base NATO di Sigonella, chiedendo se le verifiche previste dalla normativa siano state definite prima dell’avvio della seconda fase della procedura.

Il futuro dello scalo di Comiso

Il terzo tema riguarda l’aeroporto di Comiso.

Secondo il documento, lo scalo entrerebbe nella seconda fase della privatizzazione senza un piano industriale autonomo, obiettivi misurabili o specifiche garanzie contro un eventuale ridimensionamento futuro. I promotori richiamano inoltre il ruolo strategico svolto dall’aeroporto ragusano durante la chiusura di Fontanarossa in occasione dell’attività eruttiva dell’Etna del 6 luglio, chiedendo che tale funzione venga formalmente riconosciuta nelle condizioni della procedura.

I firmatari del documento

Il Patto per la Sicilia Orientale è sottoscritto da Franz Cannizzo, CISAL Catania, LEGEA Catania, il Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso, MEC – Comitati Vussia e Cassutta, il Comune di Carlentini e il Movimento Siciliano d’Azione.

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