CATANIA – A seguito dell’operazione della Digos di Catania, denominata “Università Bandita”, che ha portato a scoperchiare il “vaso di Pandora” dei concorsi truccati all’Università di Catania, scende in campo il Codacons, che si costituirà parte offesa nel procedimento, e chiederà un maxi-risarcimento se verranno confermate le gravi accuse a carico del rettore di Catania e degli altri docenti degli atenei italiani, accusati di associazione a delinquere finalizzati alla corruzione e alla turbativa d’asta. Lo rende noto l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente ufficio legale regionale Codacons.
Le indagini, che avrebbero consentito di accertare 27 concorsi truccati, di cui 17 per professore ordinario, 4 per professione associato e 6 per ricercatore, con 40 professori iscritti nel registro degli indagati, provenienti da numerosi atenei italiani, mortificano l’intera istituzione universitaria, che dovrebbe promuovere, per primario obiettivo, il merito e invece si dimostra il luogo della corruzione e del malaffare.
Irregolarità che producono un danno evidente non solo al mondo accademico, ma all’intera collettività, in quanto i servizi resi dagli atenei non sarebbero basati sul merito e sulle capacità, ma sull’odiosa corruzione che porta inevitabilmente a un peggioramento della qualità a danno degli utenti.
Il Codacons, attraverso il proprio osservatorio dedicato ai consumatori dei servizi erogati dall’Università (Unicodacons), negli ultimi anni aveva già portato all’attenzione della Procura di Catania e all’Anac numerose irregolarità nell’amministrazione dell’ateneo catanese, con dettagliati esposti-denuncia.
Tuttavia, l’operazione della Digos, cui va il plauso dell’associazione, dimostra che alcuni continuano a dimenticare che le università statali non sono aziende private, né tanto meno circoli culturali, ma istituzioni pubbliche i cui operatori, dai tecnici ai docenti, sino al rettore, sono pagati con denaro pubblico e sono chiamati a operare per fornire servizi di qualità ai cittadini, da quelli inerenti la formazione a quelli riguardanti la divulgazione delle conoscenza e la ricerca.
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