CATANIA – Nella giornata di ieri il personale del commissariato di polizia di Librino ha effettuato un servizio mirato al contrasto dell’illegalità diffusa nel quartiere Villaggio Sant‘Agata e nel viale Grimaldi. Una perquisizione domiciliare è stata effettuata nell’abitazione di un pregiudicato, I.A.S., 24 anni, di recente indagato per oltraggio per aver violentemente reagito ai controlli della polizia fa nel suo quartiere.
Durante la perquisizione, all’interno della cucina, è stato notato un impianto di videosorveglianza che riprendeva illegalmente, e tramite una micro telecamera ben nascosta, la pubblica via e uno spazio condominiale che era utilizzato solo da lui. Insospettiti da ciò, gli agenti hanno controllato e hanno ritrovato un caricatore e 61 munizioni calibro 7,62 × 39. Il pregiudicato, agitato per la scoperta dei poliziotti, è andato nuovamente in escandescenza, aggredendo verbalmente e fisicamente sua madre, lì presente per supportarlo, e inveendo contro gli agenti.
Un ulteriore sopralluogo sulla pubblica via ha consentito di accertare la presenza del suo motociclo che avrebbe dovuto trovarsi in un altro luogo di custodia in quanto sequestrato. Per tale motivo, il 24enne è stato indagato per detenzione illegale di munizioni, violazione degli obblighi di custodia di beni sottoposti a sequestro e resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, all’interno dello stesso stabile sono state ritrovate 42 munizioni cal. 7,65 e denaro contante per un totale di 4.616 euro, il tutto sequestrato penalmente a carico di ignoti.

In seguito l’attività della polizia di Stato è stata estesa al viale Grimaldi, dove, giorni prima, era stata sequestrata una casa di lusso costruita illegalmente sulla pubblica via constatando che erano stati rimossi i sigilli apposti in sede di sequestro e che erano ripresi i lavori edili. Per tale motivo, il responsabile G.C., 40 anni, pregiudicato, e sua moglie sono stati indagati per violazione degli obblighi di custodia.
Infine, un uomo di 72 anni è stato indagato per i reati di omessa custodia di arma e omessa comunicazione di cambio luogo di detenzione arma. Stessa misura per una donna di 59 anni, accusata di omessa comunicazione ritrovamento arma.