CATANIA – Nella mattinata del 20 luglio scorso, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha arrestato il pregiudicato Francesco Sansone (prima foto), di 68 anni, per il reato di estorsione, aggravata dall’art. 7 D.L. n. 152/91, ora art. 416 bis 1. codice penale., per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza all’associazione mafiosa Santapaola-Ercolano e al fine di agevolare l’attività dell’associazione medesima.
Di seguito al citato arresto, nel pomeriggio dello stesso giorno, è stata data esecuzione a decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso lo scorso 20 luglio dalla Procura Distrettuale – Direzione Distrettuale Antimafia – di Catania, nei confronti di Giovanni Frazzetta (seconda foto), pregiudicato di 50 anni, e di Armando Pulvirenti (terza foto), pregiudicato di 63 anni. Questi sono gravemente indiziati, in concorso con il predetto Sansone, del reato di estorsione aggravata dalla circostanza sopra indicata.
Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti di attività di indagine – anche di carattere tecnico – coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e delegata alla Squadra Mobile volte a riscontrare le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.



Le indagini svolte dalla Sezione Reati contro il Patrimonio – “Squadra Antiracket” hanno permesso di accertare la condotta estorsiva commessa dagli arrestati ai danni del titolare di un esercizio commerciale di ferramenta, ubicato nella zona Ognina – Picanello, costretto a pagare il pizzo all’associazione mafiosa Santapaola-Ercolano – gruppo di Picanello.
È emerso, infatti, che la vittima, sin dall’avvio della propria attività commerciale nel 1999, è stata costretta con minacce a pagare ininterrottamente prima 400mila lire al mese, in seguito 210 euro al mese ai vari soggetti, individuati per i citati Giovanni Frazzetta, Armando Pulvirenti e Francesco Sansone, tutti noti esponenti del gruppo di Picanello dell’anzidetta cosca mafiosa, i quali, nel corso degli anni, si sono avvicendati nella riscossione del “pizzo” dal titolare dell’esercizio commerciale.
Il ruolo di Giovanni Frazzetta, elemento di rango apicale della frangia radicata nel rione di Picanello, quale soggetto deputato alla riscossione delle estorsioni, era già emerso nell’ottobre del 2007, quando venne arrestato dalla Squadra Mobile, dopo avere incassato una somma versata mensilmente dal titolare di un autosalone.
Le indagini hanno permesso di monitorare l’ennesimo pagamento di denaro, avvenuto nella mattinata del 20 luglio scorso, consentendo l’arresto di Sansone, il quale è stato bloccato fuori dall’esercizio commerciale, dopo avere ricevuto la consueta somma di 210 euro in contanti, appena consegnatigli dalla vittima.
Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati condotti nel carcere Bicocca di Catania a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nella giornata del 23 luglio, in sede di convalida dell’arresto e del fermo, il giudice per l’indagine preliminare del Tribunale di Catania ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Sansone e Pulvirenti.