Il gesto compiuto prima che la reliquia fosse riposta nel busto ha emozionato molti fedeli ma scatenato anche commenti critici. Galvagno difende il primo cittadino: "Polemica pretestuosa, a Enrico tutta la mia solidarietà"
Un bacio al cranio di Sant’Agata, un gesto carico di emozione e devozione che in poche ore ha acceso anche il dibattito sui social. Protagonista il sindaco di Catania Enrico Trantino che, su invito dell’arcivescovo Luigi Renna, ha baciato la reliquia della Santa Patrona prima che venisse nuovamente riposta nel busto reliquiario.
Un momento particolarmente intenso delle celebrazioni per il nono centenario del ritorno da Bisanzio delle reliquie di Sant’Agata, vissuto dal primo cittadino non soltanto come esperienza personale, ma come gesto compiuto in rappresentanza dell’intera comunità catanese.
Le immagini, però, hanno provocato reazioni contrastanti. Accanto alla commozione di numerosi fedeli sono comparsi commenti fortemente critici: alcuni utenti hanno definito la scena “macabra“, altri hanno parlato di “idolatria medievale”.
A spiegare il significato di quel gesto è stato lo stesso Trantino, affidando ai social una lunga riflessione sulle celebrazioni appena vissute.
“Non è stato solo un evento“, esordisce il sindaco, ricordando il valore particolare di un anniversario che celebra il ritorno a Catania delle spoglie della Patrona, “segni tangibili della sua esistenza”.
Trantino ripercorre anche la lunga processione dalla rotatoria del Rotolo a piazza Duomo, soffermandosi sul senso di comunità percepito durante il pellegrinaggio. “Cogli il significato del legame; di quello stare insieme che aiuta ad affrontare ogni difficoltà e a essere migliori. Come vorresti fosse ogni giorno, sapendo che una città è solo la somma dei comportamenti di tutti“.
Poi il racconto entra nel momento che ha generato la discussione.
Davanti alla Cattedrale, alla presenza del cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio inviato da Papa Leone XIV per le celebrazioni del centenario, è avvenuto il rito durante il quale le reliquie sono state ricollocate nel busto. “Poi accade che il nostro Arcivescovo, prima che il cranio di Agata fosse riposto nel busto, da cui non era stato più rimosso negli ultimi sessant’anni, me lo porge perché lo baciassi“, racconta Trantino.
Ed è proprio in quell’istante, spiega, che il ruolo istituzionale avrebbe assunto per lui un significato ancora più forte.
“Capisci che lì non sei solo un uomo; ma ciascuno dei cittadini che rappresenti“, scrive il sindaco.
Trantino descrive anche il senso di responsabilità provato davanti alla reliquia: “Ti senti schiacciato dal peso del ruolo, dal timore che stai usurpando il desiderio di tutti, di avere il contatto più ravvicinato che si possa desiderare con Agata”.
Un’emozione che il primo cittadino avrebbe voluto condividere idealmente con tutta Catania.
“L’emozione ti afferra, e vorresti trasferirla a ciascun concittadino. Non so se basta una foto. Ma lì non ero solo io“.
Il gesto ha inevitabilmente amplificato il confronto tra chi considera il bacio alla reliquia un’espressione della profonda devozione agatina e chi, invece, ha manifestato disagio o contrarietà. Sui social sono comparsi giudizi duri. Una polemica che ha superato in poche ore i confini della semplice discussione religiosa e sulla quale è intervenuto anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno.
Il presidente dell’Ars si è schierato apertamente al fianco del sindaco di Catania.
“È sinceramente pretestuosa la polemica, propria di questi tempi scanditi da like e condivisioni sui social, che sta investendo immotivatamente il sindaco di Catania, Enrico Trantino, per il bacio alle reliquie di Sant’Agata“, afferma Galvagno.
Il presidente dell’Assemblea regionale condanna anche le offese rivolte al primo cittadino.
“Le offese dei leoni da tastiera che si stanno sbizzarrendo già da diverse ore, in tale circostanza, ritengo rappresentino anche un insulto alla nostra Santa Patrona e a quella Fede straordinaria che tutti i catanesi nutrono nei confronti di Agata“.
Infine, il messaggio diretto a Trantino: “All’amico Enrico tutta la mia solidarietà e l’invito ad andare avanti come sempre“.
Sulla questione interviene il presidente del Consiglio comunale di Catania Sebastiano Anastasi, che esprime sostegno personale e istituzionale al primo cittadino. “Desidero esprimere la mia solidarietà al sindaco Enrico Trantino, bersaglio in queste ore di attacchi del tutto gratuiti, volgari e privi di qualsiasi costruttivo senso critico“, afferma Anastasi.
Il presidente dell’assise cittadina ribadisce il pieno rispetto della libertà di opinione, sottolineando però la necessità di distinguere la critica dall’offesa personale.
“Il ruolo che ricopro mi impone di ribadire il massimo e assoluto rispetto per la libertà di pensiero, di espressione e di parola, nonché per le diverse sensibilità che arricchiscono la nostra società. Tuttavia, esiste un confine invalicabile che separa la legittima dialettica democratica dall’aggressione verbale”.
Anastasi condanna quindi i toni assunti da alcuni interventi apparsi sui social.
“Trasformare il dissenso o la diversa opinione in una vera e propria gogna mediatica è un atto inaccettabile, gravemente lesivo della dignità umana e personale“.
Secondo il presidente del Consiglio comunale, gli attacchi non riguarderebbero soltanto la persona del sindaco, ma finirebbero per colpire anche il sentimento di una parte della comunità catanese.
“Tali esternazioni offendono non soltanto la figura di qualsiasi primo cittadino, ma feriscono profondamente un’intera comunità“.
Nel suo intervento Anastasi richiama il particolare significato che la devozione agatina riveste per la città.
“Catania è una città unita da una straordinaria tradizione di fede, storia e devozione che, nel nome della nostra amata Patrona Agata, ha sempre saputo esprimere il meglio di sé, dimostrando valori di rispetto, compostezza e solidarietà”.
Da qui la critica alle interpretazioni più dure del gesto compiuto dal sindaco.
“Ridurre gesti di profondo significato e rispetto per la nostra identità a pretesto per ingiustificate polemiche social svilisce il sentimento comune dei catanesi“.
Anastasi conclude rinnovando il proprio sostegno al sindaco e invitandolo a non lasciarsi condizionare dalle polemiche.
“Rinnovo al sindaco Enrico Trantino l’invito a proseguire con determinazione nel suo lavoro per la città, nel costante confronto con l’intero Consiglio comunale, forte del sostegno delle istituzioni e di tutti i cittadini che credono nel rispetto reciproco e nel bene della nostra comunità”.
Il bacio del sindaco alla reliquia diventa così una delle immagini più discusse delle celebrazioni straordinarie per il nono centenario.
Per Trantino quel gesto non avrebbe rappresentato un privilegio personale, ma un momento vissuto simbolicamente a nome della città che amministra. Per una parte degli utenti dei social, invece, l’immagine ha suscitato critiche e interrogativi.
Tra devozione, emozione e polemica, resta una fotografia destinata a segnare il racconto di queste giornate agatine: quella del sindaco di Catania davanti alla reliquia della Patrona, con la convinzione, come lui stesso ha scritto, che “lì non ero solo io”.