Alla richiesta della Procura si sono associate le parti civili. Il processo proseguirà il 18 settembre con le arringhe della difesa
Sei anni di reclusione. È la condanna chiesta dalla Procura di Catania nei confronti del professore di Medicina, assolto in primo grado nel processo relativo alle accuse di violenze sessuali e molestie ai danni di studentesse, per fatti contestati tra il 2010 e il 2014 all’ospedale Vittorio Emanuele-Ferrarotto.
La richiesta è stata formulata davanti alla terza sezione penale della Corte d’Appello di Catania. A rappresentare l’accusa in aula sono stati il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto procuratore Andrea Ursino.
Alla richiesta avanzata dalla Procura si sono associate le parti civili costituite nel procedimento: quattro delle sette donne individuate come parti offese e l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania.
Il processo di secondo grado arriva dopo l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Catania.
Nella sentenza di primo grado, il Tribunale aveva ritenuto che non fosse stata raggiunta la prova della violenza sessuale.
In particolare, in relazione a uno degli episodi contestati, i giudici avevano rilevato che il professore avrebbe “appoggiato i palmi al seno” di una studentessa, ma “senza una pressione particolare delle mani“, circostanza valutata nell’ambito della decisione che aveva portato all’assoluzione.
Il procedimento non è ancora concluso. La Corte d’Appello ha rinviato l’udienza al prossimo 18 settembre, quando sarà la volta delle arringhe dei difensori dell’imputato.
Successivamente i giudici saranno chiamati a pronunciarsi sulla richiesta della Procura e sull’esito del processo di secondo grado.