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29.09.2026

Paternò, cinque docenti del liceo Rapisardi al Convegno internazionale di Studi Mediterranei

di Redazione | 3 min di lettura

Esempio di questa mobilitazione è la XIX edizione del Convegno Internazionale di Studi Mediterranei a cui ha preso parte, come ogni anno, il gruppo docenti del Rapisardi

Paternò, cinque docenti del liceo Rapisardi al Convegno internazionale di Studi Mediterranei
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La Dirigente Maria Grazia D’Amico, in più occasioni nel corso del suo mandato, ha sottolineato che, per vincere la “scommessa” di restituire ai paternesi lo storico Liceo “Rapisardi” bisogna riporre attenzione ed energia nelle sue risorse umane e professionali, valorizzando le eccellenze presenti e le competenze plurali dei docenti.

La forza di volontà del corpo docente del Liceo “Rapisardi”

In questo contesto motivazionale si muove da anni un team di professori che, con passione e volontà, abbinano alla “normale” attività di docenza la collaborazione con istituzioni di ricerca internazionali e non. La partecipazione a progetti di ricerca e la relativa pubblicistica è un’opportunità che arricchisce la qualità dell’insegnamento e il sapere dei nostri studenti. Ne è un esempio anche la XIX edizione del Convegno Internazionale di Studi Mediterranei, tenutasi a Casalvieri in Valcomino (FR) con la cura e il coordinamento scientifico del prof. Antonio Carlo Vitti, emerito dell’Indiana University (USA).

Anche quest’anno, tra i prestigiosi ospiti, come il regista Andrea D’Ambrosio e l’esimio italianista prof. Gino Tellini, si è distinto, per presenza significativa e qualificata, il gruppo di docenti del Rapisardi: i proff. Eleonora Amato, Giuseppe Scravaglieri, Carmelina Vaccaro, Maria Stella Asero e Daniela Privitera. I loro contributi, interessanti e originali, presentati nelle diverse sessioni, hanno animato i lavori dei tre giorni di studio.

Il racconto del Mediterraneo attraverso gli occhi dei docenti dell’istituto di Paternò

Così la prof.ssa Amato ha relazionato sul rapporto tra migrazione e arte mediterranea nel pensiero di Bruno Catalano; il prof. Scravaglieri ha dato ulteriori spunti di riflessione sul barocco plurale come manifestazione di un Mediterraneo diverso ma connesso; la prof.ssa Vaccaro si è soffermata sul mito e sulla relazione tra religio e pensiero. Il Mediterraneo come palinsesto di civiltà è stato, invece, il tema affrontato con ariosità dalla prof.ssa Asero.

Infine, il Mediterraneo delle donne, da loro narrato, è stato affrontato dalla prof.ssa Daniela Privitera, decana, possiamo dire, di questa attività accademica, che ha guidato la delegazione rapisardiana. Un tema, questo, trattato con perizia e passione in un tempo di rinnovato interesse, vista la vivacità con cui, tra seminari, convegni, mostre tematiche e pubblicistica, si discute del ruolo delle donne e del loro diverso protagonismo nelle società rivierasche del Mediterraneo.

L’importanza di imparare a leggere il proprio territorio

Studio, ricerca e aggiornamento continuo, nei contenuti come nel metodo: un percorso stimolante sul piano culturale, adeguato alla solida formazione di alto livello dei docenti del Rapisardi nei suoi indirizzi. In fondo si tratta di rispondere alla missione fondativa del Liceo, a quel “ce la metteremo tutta per…” della Dirigente D’Amico. Resta ancora da saper coniugare la nostra Paternò e i comuni limitrofi, insistenti sull’area simetina etnea, così stratificata e sorprendente, con il grande sapere.

Leggerli attraverso i monumenti e i documenti che vi insistono: dalla epigrafe tardoantica di Iulia Florentina, restituitaci dal Louvre, alle imponenti evidenze di età medievale e non solo; dal protagonismo delle sue donne, con Sofonisba Anguissola, testimone della sua dimensione euro-mediterranea, alle diverse committenze affidate ad artisti come i Gagini; e ancora le fonti documentali, gli archivi e le biblioteche, come le norme consuetudinarie reginali; fino alla scienza moderna, con le opere geografiche e planetarie di Giovanni Battista Nicolosi, e tanto altro. Aspetti della grande storia, anche culturale, a cui apparteniamo e di cui, come Rapisardi, facciamo certamente tesoro.

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