Cerca nel sito

12.04.2017

Animali al circo in stato di malessere, presidente ENPA: “Succede spesso”

di Gabriele Paratore
Animali al circo in stato di malessere, presidente ENPA: “Succede spesso”

CATANIA – Il circo era destinato a chiudere. E se qualcuno crede nel destino, dirà che l’incidente alla bambina di sei anni il 3 aprile ed il sequestro della struttura quattro giorni dopo non sono un caso.

Il circo in questione è quello della Playa di Catania, trovato in pessime condizioni dopo i controlli eseguiti dalla polizia, carente in materia di norme di sicurezza e anche di alimentazione e addestramento degli animali che si esibiscono.

Approfondendo quest’ultimo punto, sono stati trovati 120 kg di carne messa in frigo ad una temperatura che favoriva la riproduzione di mosche carnarie, dannose sia per gli animali che per gli uomini. Tra l’altro, le povere bestie venivano addestrate da “istruttori” che non avevano alcuna formazione.

Cosa ne pensano gli animalisti di quanto accaduto? Abbiamo fatto una chiacchierata con il presidente provinciale dell’ENPA (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali) Catania, Paradiso Cataldo: “È una delle tante ingiustizie a cui segue una nostra protesta – ha esordito -. Meno male che questo controllo è avvenuto, purtroppo doveva succedere qualcosa per verificare le condizioni del circo. In questo caso il gancio che ha colpito la bambina nei primi giorni di aprile, che ha anche fatto riscontrare la carenza delle norme di sicurezza”.

Il presidente Cataldo ci dice, inoltre, che gli animali non sono stati sequestrati come invece si ipotizzava: “Purtroppo non sono stati sequestrati. Dico purtroppo perché il sequestro poteva portare ad una successiva libertà. Gli animali sono sempre di proprietà del circo che però non potrà utilizzarli in quanto il posto è stato sequestrato”.

A quali conseguenze può portare questo stato di malessere degli animali?

“Certamente gli animali sono tenuti in uno stato di malessere evidente, in spazi angusti dove non dovrebbero stare. Non dico che dovrebbero essere spediti nella giungla, ma sicuramente in spazi più ampi e adatti alle loro caratteristiche naturali. Inoltre, vengono addestrati con delle forzature da persone non competenti nel settore, il che fa soffrire la bestia. Per questo è chiaro che protestiamo, non è giusto”.

Continuando a parlare di animali rinchiusi nei circhi, scopriamo che questo non è il primo episodio a cui l’ENPA fa fronte: “Certo che non è la prima volta, noi andiamo spesso a controllare la condizione di questi animali e a verificarne lo stato di benessere assistendo agli spettacoli. Scriviamo ai sindaci, queste cose però continuano ad accadere”.

Ci sono due passaggi chiave, avvenuti negli scorsi anni, che hanno segnato Cataldo ma tutti gli animalisti in generale: il primo, in un circo di Mascali, dove era detenuta una tigre in uno spazio angusto e senza acqua. I giorni passavano e l’animale era sempre più assetato, fino a quando non ce l’ha più fatta ed è morto. “Tengo a sottolineare che accade spesso, tra l’altro alla Playa alcuni anni fa il circo si allagò e gli animali che vi erano all’interno stavano per annegare, senza il nostro intervento quasi sicuramente sarebbero morti. Basta con questi maltrattamenti, noi continueremo a protestare perché è giusto così. Nella speranza che le cose cambino, controlli dopo controlli. Questi animali devono essere liberi”.